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“Connected Cities”: le tecnologie wireless e mobile supportano i modelli urbani innovativi

Il Mobile World Congress di Barcellona è stato l’occasione per analizzare i più recenti casi di utilizzo di Smart Grid, Cloud, ITS e reti in fibra ottica per erogare servizi cittadini avanzati

L’ultima edizione del Mobile World Congress, appena conclusosi a Barcellona, è stata l’occasione per analizzare le evoluzioni, supportate dalle tecnologie Mobile, degli attuali modelli di città. In futuro, infatti, vi sarà una crescente domanda di servizi cittadini, spinta dalla sempre maggiore concentrazione di abitanti all’interno delle aree urbane. Entro il 2015, infatti, il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle città.

Secondo Dominique Bonte, Vice President & Practice Director di ABI Research, questa domanda di servizi, caratterizzata, tra le altre cose, da un’elevata variabilità temporale (con la presenza di numerosi momenti di picco, non sempre pianificabili ex ante), potrà essere soddisfatta grazie alle nuove tecnologie ICT. E in particolare grazie a quelle Mobile & Wireless: dalle Smart Grid per l’ottimizzazione delle reti (principalmente quelle di distribuzione dell’energia elettrica) ai sistemi di Intelligent Transportation System per la gestione del trasporto pubblico urbano.

In questo scenario i cittadini dovranno, sempre più, essere posti al centro di questo nuovo modello urbano, offrendo servizi a valore aggiunto attraverso le nuove tecnologie. Ne è un esempio la città di Dubai, che attualmente detiene il primato legato al numero di connessioni in fibra ottica verso i cittadini (FTTH – Fiber To The Home) e verso le scuole (FFTS – Fiber To The School), la cui mission è quella di creare una città più efficiente e sicura. Per fare questo, come evidenziato da Khalifa Al Shamsi, Chief Digital Service Officer di Etisalat, nella città degli Emirati è stata introdotta una piattaforma integrata per gestire i diversi servizi cittadini (educazione, utilities, trasporto, sanità, infrastrutture comunali, ecc.), e offrirne di nuovi (eEducation, eGovernment, eHealth, ecc.).

Dal punto di vista tecnologico, il modello “Connected Cities” si basa su 3 componenti fondamentali: Cloud, per l’erogazione dei servizi, Piattaforme, che rappresentano l’infrastruttura su cui poggiano i servizi, e Reti di telecomunicazioni, per connettere tutti i dispositivi. Secondo Jeff Edlund, CTO, CMS, Enterprise Services di HP, proprio l’intersezione di questi tre elementi permette di abilitare un’offerta di servizi che migliorano le vite di cittadini.

Per David Heard, President Network & Service Enablement Business Segment di JDSU, si va verso un mondo “software”, caratterizzato da grandi volumi di dati provenienti da numerosi fonti (dispositivi mobili, wearable, sensori, ecc.): la sfida principale sarà come gestire questi “big data” in modo intelligente – e soprattutto – utile per erogare servizi alla comunità. Proprio la comunità dovrà essere il focus principale delle Smart Cities. Antoni Vives, Vice Sindaco per le politiche urbane della città di Barcellona, sottolinea come sia fondamentale mantenere l’attenzione sulle persone e non “appiattirla” su sensori e dispositivi. Allo stesso tempo auspica che si creino soluzioni di Smart Cities che possano adattarsi a molteplici e diverse realtà urbane, senza richiedere uno sviluppo ad hoc volta per volta.

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