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Come fare fatturato con le App e rimanere visibili sugli app store: la ricetta di Innogames

Con 150 milioni di giocatori (6 milioni in Italia), la casa tedesca è tra i principali sviluppatori di online game. Il suo modello, ci spiega uno dei manager, si basa su download gratuiti con "comfort" a pagamento, una forte community che garantisce recensioni, raccomandazioni e consigli per nuove funzioni, e una robusta infrastruttura IT

Il gruppo di lavoro InnoGamesRiuscire a far giocare e divertire milioni di persone sparse per il mondo confermandosi negli anni e mantenendo un business profittevole non è un obiettivo facile. Nel settore dei Digital Game, e in particolare dei Mobile Game, tutto è reso più complicato dalla numerosità e dall’aggressività dei concorrenti: conquistare visibilità per i propri titoli sugli app store è ormai un obiettivo difficilissimo che richiede attente strategie e investimenti non indifferenti.

È interessante quindi approfondire questi temi con InnoGames, azienda tedesca capace in meno di dieci anni di costruire un impero intorno ai videogiochi online, per buona parte puntando sul potenziale delle piattaforme Mobile, e noto soprattutto per titoli come Tribal Wars, Grepolis e Forge of Empires.

Con un patrimonio di 150 milioni di giocatori su scala mondiale, dei quali 6 milioni in Italia («la maggior parte dei giocatori italiani è molto attiva nella presenza sui vari titoli e anche sotto l’aspetto economico non esitano a spendere»), anche dal punto di vista della tecnologia e dei processi, la sfida è tutta da raccontare, a partire dal modello di business. «Sostanzialmente la nostra è una piattaforma di gioco gratuita – ci spiega Raimund Schlichtiger, head of systems administration di InnoGames -. I ricavi sono il frutto di microtransazioni effettuate da una percentuale degli iscritti. Lo stimolo a spendere è legato alla possibilità di accedere durante il gioco ai “comfort”. Per esempio, la riduzione dei tempi per la produzione di oggetti o l’espansione delle mappe visibili. Dobbiamo però stare attenti a garantire che gli stessi obiettivi restino raggiungibili comunque, anche se in più tempo o con più risorse di gioco». In pratica, la tentazione di una scorciatoia nel contesto di una sfida è abbastanza alta da convincere un numero sufficiente di persone a spendere soldi, mentre l’installazione è gratuita. Un’altra fonte di entrate è legata all’inserimento di banner pubblicitari in alcune fasi di gioco.

InnoGames nel 2014 ha fatturato 80 milioni di euro, e attualmente impegna 400 dipendenti a tempo pieno, ai quali si affiancano 140 impieghi part-time. Nello sviluppo e nell’innovazione poi non è da sottovalutare il ruolo della comunità, forte di 700 giocatori registrati, disposti a contribuire per la crescita della piattaforma come volontari. Un contributo essenziale per garantire la visibilità dei vari titoli negli app store. «È fondamentale mantenere recensioni positive e raccomandazioni utili a posizionare le app ai vertici nelle ricerche – riprende Schlichtiger -. Altrettanto importante è mantenere buoni rapporti con i gestori degli app store e dedicare una fetta importante del budget al marketing, anche per la promozione sugli altri canali».

Dal punto di vista strategico, c’è un ulteriore aspetto da curare. «Siamo attenti a fornire regolarmente ai nostri utenti nuovi contenuti di gioco, spesso frutto delle loro stesse segnalazioni – prosegue Schlichtiger -. Se guardiamo per esempio a uno dei nostri titoli di punta, Forge of Empire, il nostro obiettivo è proporre qualche elemento nuovo ogni settimana».

Dietro a tutto questo deve trovarsi una macchina operativa perfettamente efficiente. Garantire prestazioni all’altezza delle aspettative di utenti molto esigenti, su una varietà di dispositivi in continuo aumento, non permette distrazioni. «La destinazione principale dei nostri investimenti è sul personale specializzato. Parliamo soprattutto di sviluppatori con profonde conoscenze su Unity e Unreal, i più diffusi motori di gioco per il mondo Mobile. Inoltre dedichiamo grande attenzione nella messa a punto degli strumenti proprietari necessari a garantire le prestazioni e la disponibilità di nuovi contenuti».

Dal punto di vista tecnico, la varietà a livello hardware dei dispositivi Android richiede la massima attenzione per assicurare la piena compatibilità. Anche la sicurezza gioca un ruolo fondamentale. Non a caso, l’azienda è una delle poche società del settore ad aver adottato la cifratura SSL per tutte le connessioni utente.

Un’altra decisione strategica riguarda l’infrastruttura IT. «Utilizziamo un data center proprietario, nel quale abbiamo costruito un Cloud privato. D’altra parte, nove anni fa quando siamo partiti, non esistevano di fatto alternative competitive sotto il profilo economico».

Oggi, continua Schlichtiger, la scelta del provider Cloud è guidata da esigenze di flessibilità e dalla difficoltà di stimare con precisione i requisiti di un’infrastruttura al momento di avviare un progetto. «Anche quando si è raggiunto un livello relativamente stabile, il Cloud resta più conveniente di dover affrontare una migrazione, e questo a prescindere dal tipo di attività».

InnoGames tra l’altro si è trovata ad affrontare questo problema nel ruolo di pioniere. «All’inizio, la componente IT copriva la maggior parte dell’investimento, quando il mercato era ancora una scommessa tutta da giocare. Anche per questo, ci siamo posti subito il problema dell’ottimizzazione. La decisione è stata sposare la virtualizzazione, anche per mantenere l’indipendenza dai fornitori».

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