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Acquisti di dispositivi hi-tech, obiettivo BYOD

Il 35% degli italiani compra dispositivi mobili per utilizzarli anche sul lavoro, in risposta alla mobilità che caratterizza le professioni di oggi. Il Bel Paese mostra inoltre una maggiore propensione all'acquisto di tablet, smartphone e pc (38%) rispetto alla media europea (30%). Uno studio Ipsos

Oltre un terzo degli italiani compra nuovi dispositivi tecnologici di tipo mobile – smartphone, tablet o PC – con l’obiettivo di utilizzarli a scopo professionale, in ottica Bring Your Own Device (BYOD). Inoltre nella scelta di quale device acquistare gioca un ruolo primario, per ben il 74% degli italiani, la ricerca di migliori prestazioni tecnologiche, che riescano a supportare quotidianamente la attività lavorative.

A darne evidenza lo studio “Samsung Techonomic Index”, condotto da Ipsos, che ha coinvolto 5.000 persone tra i 18 e i 65 anni in 5 Paesi europei (Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna).

I risultati italiani, in linea con la media europea, svelano tuttavia una nostra maggiore propensione all’acquisto di dispositivi hi-tech: in tre mesi gli italiani hanno speso circa 559 euro a testa in prodotti tecnologici, contro i 360 euro della Spagna, i 323 euro della Germania, i 274 euro della Gran Bretagna e i 223 euro della Francia. Nel nostro Paese, quindi, i dispositivi tecnologici e l’innovazione digitale si confermano sempre più dei driver di business, in quanto da un lato contribuiscono alla crescita dei consumi, e dall’altro supportano i professionisti che fanno leva sull’hi-tech per rimanere competitivi.

 

Informarsi e acquisire le competenze professionali: il ruolo della tecnologia

In Italia, i device non sono utilizzati solo la fruizione di contenuti digitali di svago, ma anche per arricchire il proprio bagaglio culturale e formativo, attraverso ad esempio ebook e emagazine o contenuti specificatamente professionali, sia che siano gratuiti (27% e 12%) sia che si tratti di contenuti a pagamento (10% e 4%). Se ebook e magazine digitali sono i contenuti per i quali la maggior parte delle persone è disposta a pagare (10% rispetto all’8% per le app di gaming, al 6% del download di musica o al 5% del download di video e film), quelli di tipo formativo e professionale sono i contenuti per i quali gli italiani hanno speso di più (circa 18 euro in un mese), preceduti solamente dalle App per Smart TV (21 euro in un mese), in linea con la media europea.

Accanto a questi aspetti di natura professionale, la tecnologia consente anche a chi lavora in mobilità di rimanere in contatto con i propri cari, nonostante la lontananza: il 17% degli italiani ama, infatti, usare lo strumento delle video-chiamate con la famiglia e gli amici, un risultato superiore alla media europea (14%). Inoltre il 64% si affida alla tecnologia per annunciare di aver ottenuto una promozione sul lavoro, dando la buona notizia tramite SMS, social network o altri strumenti tecnologici, contro il 54% registrato in Europa.

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23 Giugno 2017
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