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Pilota droni APR: cosa fa e come diventarlo

Dal primo gennaio 2021 gli Aeromobili a Pilotaggio Remoto – APR di massa al decollo superiore o uguale a 250 grammi dovranno essere dotati di un QR Code identificativo per la trasmissione e la registrazione in tempo reale di dati

Un pilota di APR (droni) impiegati per uso professionale e i piloti di APR con massa al decollo maggiore o uguale ai 250 grammi, usati anche solo per attività ricreative, per svolgere la sua attività deve essere in possesso di un attestato di competenza in stato di validità. Inoltre, dal primo gennaio 2021 gli Aeromobili a Pilotaggio Remoto – APR di massa al decollo superiore o uguale a 250 grammi dovranno essere dotati di un QR Code identificativo per la trasmissione e la registrazione in tempo reale di dati. È quanto stabilito dall’emendamento del 24 luglio scorso alla terza edizione del regolamento ENAC – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile. Anche se l’APR della massa considerata è usato per attività ricreative vige l’obbligo di registrazione sul portale D-Flight . Tutti i droni, a prescindere dall’utilizzo, devono essere assicurati. Ma come si diventa piloti di droni?

pilota droni apr

Cosa significa essere un pilota APR

APR è l’acronimo di Aeromobile a Pilotaggio Remoto, cioè, da definizione Enac, “un mezzo aereo a pilotaggio remoto senza persone a bordo”. Un velivolo privo di persone e pilotato a distanza viene anche detto drone. Pilota APR significa quindi pilota di droni.

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Il pilota remoto è la persona responsabile della condotta del volo degli APR, che manovra manualmente i comandi di volo o, in caso di volo automatico, controlla la rotta, sempre pronto a intervenire e modificarla in qualsiasi momento.

Il regolamento ENAC distingue tra APR e aeromodelli, ovvero droni impiegati esclusivamente per scopo ludico e sportivo nell’ambito di organizzazioni legalmente costituite. Gli aeromodelli sono dotati di determinate caratteristiche (tra cui massa minore di 2 kg, cilindrata massima di 250 cm cubi, a volo libero o circolare vincolato), volano solo di giorno con continuo contatto visivo diretto da parte del pilota, ad altezze massime di 70 metri entro un raggio massimo di 200 metri, in zone non popolate, fuori dalla zona di traffico di aeroporto: oltre i 70 metri di altezza o in casi di massa o potenza maggiori dello standard, vige l’obbligo di attestato di aeromodellista con abilitazione al pilotaggio di aeromodelli rilasciato dall’Aero Club d’Italia.

Il regolamento distingue inoltre tra APR e SAPR: il primo termine si riferisce all’aeromobile vero e proprio, il secondo ai Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto, che comprendono quindi anche i componenti della stazione di controllo del pilota. I SAPR, sia impiegati per uso professionale che ricreativo, sono soggetti al Codice della Navigazione.

I SAPR vengono classificati a seconda della massa operativa al decollo, minore o maggiore di 25 chilogrammi: nel primo caso, non sono soggetti all’immatricolazione nel Registro Aeromobili Nazionale.

Le operazioni di volo possono essere VLOS – Visual Line of Sight, EVLOS – Extended Visual Line of Sight, BVLOS– Beyond Visual Line of Sight: ovvero, a contatto visivo costante tra il pilota e il mezzo quindi con relativo controllo diretto; a contatto visivo costante attraverso appositi strumenti; senza contatto visivo.

Dal 1° gennaio 2021 gli APR di massa uguale o maggiore a 250 grammi, compresi quelli impiegati per attività ricreative, dovranno essere dotati di un QRCode di identificazione per la trasmissione e la registrazione di dati in tempo reale. Per i relativi proprietari/operatori vige già l’obbligo di registrazione sul portale D-Flight, così come gli operatori di SAPR impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso. In precedenza, l’obbligo di registrazione era riferito al portale ENAC.

Secondo i dati rilasciati a febbraio dall’Osservatorio Droni del Politecnico di Milano, nel 2018 il mercato italiano professionale ha registrato un valore di circa 100 milioni di euro.

Infografica da Osservatorio Droni – Politecnico di Milano – febbraio 2020

Dal 2016 al 2019 si sono registrati complessivamente al portale dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile 13.479 droni, con un incremento medio annuo del 13%. L’Osservatorio ha contato circa 700 aziende di settore, tra produttori di beni e fornitori di servizi: il 77% ha meno di 10 dipendenti, il 49% è nato tra il 2013 e il 2018.

piloti droni APR
Infografica da Osservatorio Droni – Politecnico di Milano – febbraio 2020

Il 56% dei droni registrati appartiene a cinque costruttori: DJI con il 47% delle registrazioni totali, Parrot (3%), Yuneec (2,5%), DXdrone (2%) e Italdron (1,5%).

Le operazioni con i SAPR si distinguono in “non critiche” e “critiche”: nel primo caso, sono operazioni condotte in contatto visivo costante che non prevedono sorvolo di aree congestionate e infrastrutture sensibili; nel secondo caso, per operare occorre specifica autorizzazione ENAC a fronte di valutazione di rischio. Le operazioni condotte in contatto visivo costante con APR di peso al decollo minore o uguale a 2 kg sono considerate non critiche in tutti gli scenari operativi, a condizione che il velivolo sia stato già valutato come inoffensivo. È in ogni caso proibito il sorvolo di cortei, di assembramenti di persone, di manifestazioni sportive o spettacoli o di aree in cui si verifichino concentrazioni di persone.

I piloti di APR impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso, e i piloti di APR di peso al decollo uguale o maggiore di 250 grammi impiegati in attività ricreative hanno l’obbligo di conseguire un attestato di competenza.

Quali sono le responsabilità di un pilota APR

Il pilota è responsabile della condotta del volo dei droni. Deve avere la capacità “See and Avoid”, cioè di vedere ed evitare collisioni sia a terra che in volo: di rispettare le regole dell’aria, individuare le condizioni meteo più opportune per volare, mantenere la giusta distanza dalle nubi.

Sei responsabile di ogni volo

Immagine EASA tratta da enac.gov.it

Oltre ad astenersi dallo svolgere i propri compiti se non in piena salute, durante il volo deve rispettare le limitazioni nell’utilizzo dello spazio aereo stabilite dall’ENAC e utilizzare il drone in modo conforme al manuale rilasciato. Se impegnato in operazioni critiche VLOS, a contatto costante, il pilota APR deve essere immediatamente riconoscibile, dotato di giubbetto ad alta visibilità con su scritto “pilota di APR”. Durante l’operazione, deve effettuare una scansione visiva completa dello spazio aereo circostante il drone, e interrompere il volo se rappresenta un rischio per altri aeromobili, persone o cose. Durante le operazioni VLOS/EVLOS, in caso di perdita del contatto visivo entro i limiti consentiti, il pilota deve terminare il volo prima possibile.

La quota massima di volo di un APR, in accordo ai criteri stabiliti dalla circolare ENAC ATM – 09, è stabilita, oltre i limiti dell’ATZ – Airport Traffic Zone, in 60 metri nelle CTR- Controlled Traffic Region e in 120 metri altrove. Nelle vicinanze degli aeroporti, tra i 25 e i 45 metri.

Non volare sopra i 120 mt (400 ft)

Immagine EASA tratta da enac.gov.it

Nel caso di APR di peso al decollo minore o uguale a 2 kg il pilota assume le funzioni di operatore e le relative responsabilità, incluse registrazioni e segnalazioni, oltre che l’effettuazione della manutenzione del mezzo prevista.

Dove e come ottenere l’attestato

Per pilotare un APR occorre avere un riconoscimento di competenza, un “attestato di pilota” rilasciato da ENAC o soggetti autorizzati. L’attestato vale cinque anni ed è rinnovabile. Può essere richiesto a partire dai 16 anni di età. I percorsi “standard” sono tutti relativi ad APR di massa operativa al decollo minore di 25 chilogrammi. Per quelli di massa uguale o maggiore, l’ENAC stabilisce caso per caso i requisiti applicabili ai piloti e i programmi di formazione e addestramento.

Per gli APR di massa operativa al decollo minore di 25 chilogrammi l’attestato “base” è l’attestato di pilota di APR – Operazioni non Critiche in condizioni VLOS. Per ottenerlo, occorre completare un corso online ed il relativo esame con almeno 40 domande a risposta multipla su un portale ENAC dedicato. Durante il corso, si acquisiscono conoscenze relative ai sistemi APR, alla sicurezza del volo e dei rischi operativi, alle regolamentazioni aeronautiche, ai limiti delle prestazioni umane, alle procedure operative di base, alla privacy, alla security e alla sicurezza dei dati. Il rinnovo online è soggetto alla dimostrazione delle competenze teoriche.

Video Tutorial ENAC – Procedura per ottenere attestato di pilota di APR – Operazioni Non Critiche

Per ottenere l’attestato di pilota di APR – Operazioni Critiche in condizioni VLOS (a parità di massa operativa dell’APR stesso) dopo il primo attestato seguono altri due step: un corso di formazione in un centro di addestramento APR autorizzato e il superamento dell’esame finale; un corso di addestramento pratico e il superamento dello skill test. Nello specifico, il corso di formazione teorica si focalizza su Meteorologia, Prestazioni di volo e Pianificazione, Mitigazioni tecnico-operative e gestione del rischio, con l’esame finale di almeno 30 domande a risposta multipla. Il corso di addestramento pratico è invece articolato su scenari addestrativi, con lo skill test finale sostenuto con un esaminatore APR. Una volta ottenuto l’attestato, vige l’obbligo di registrare la propria attività di volo su un logbook personale. Per il rinnovo, occorre superare sia un corso di aggiornamento teorico sia lo skill test.

Il conseguimento dell’attestato in condizioni VLOS è la base per l’attestato di pilota di APR – Operazioni Critiche in condizioni BVLOS/EVLOS cui segue un corso di formazione apposito in un Centro di addestramento APR autorizzato per verificare la capacità di applicare le procedure operative su un volo BVLOS, la conoscenza di aeronautica di base (modulo soddisfatto dal possesso di licenza di pilota CPL o superiore), la capacità di gestione del SAPR in modalità automatica e manuale oltre che le capacità di leadership, problem solving, coordinamento risorse umane e gestione carichi di lavoro.

Al 5 novembre 2020 risultano autorizzati circa 80 centri di addestramento ENAC su tutto il territorio nazionale.

 

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