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AI e IoT: il binomio vincente per la gestione dei magazzini

La nuova dimensione della supply chain visibility richiede che i sistemi di localizzazione in tempo reale nell’ambito intralogistico utilizzino algoritmi di intelligenza artificiale abbinati a una sensoristica diffusa. Come si ricava dal caso Ubiquicom, azienda italiana inserita da Gartner nel suo Magic Quadrant for Indoor Location Services

La gestione dei magazzini moderni, nell’ottica del paradigma di Industry 4.0, oggi sta cercando di fare propri i principi della supply chain visibility (SCV). Avere una piena visibilità – grazie a un tracciamento puntuale di mezzi, persone e asset – di ciò che accade in ambito intralogistico consente infatti di raggiungere due obiettivi concomitanti: quello della safety, cioè della protezione dai rischi che si possono correre in un ambiente di lavoro, e quello dell’efficienza, con un conseguente cost saving che viene a determinarsi lungo la catena. Del primo aspetto ci siamo occupati di recente su questa testata, facendo emergere lo stretto legame tra sicurezza e tecnologie quali IoT (Internet of Things), Analytics e AI (Artificial Inteligence). Per quanto riguarda il fattore dell’efficienza, la cui misurabilità economica può essere calcolata in termini di ROI, occorre “fare cultura” sottolinea Giorgio Fiammenghi, Chief Marketing Officer di Ubiquicom. L’azienda, specializzata in sistemi RTLS (Real-Time Locating System), cioè in tecnologie avanzate per la localizzazione e il tracciamento nella logistica, l’anno scorso è stata inserita nel Magic Quadrant di Gartner for Indoor Location Services. Tra le motivazioni alla base della scelta, la società di analisi statunitense ha addotto la seguente: “Ubiquicom è agnostica nella tecnologia di localizzazione e supporta molte tecnologie comuni (ad esempio, BLE, Wi-Fi, UWB e LoRa) anche aggiungendovi sensori come LIDAR”.

Come rendere lean i processi logistici

Nonostante questo prestigioso riconoscimento, l’esigenza di “fare cultura”, illustrando ad esempio in che modo IoT e intelligenza artificiale concorrano a migliorare la gestione dei magazzini, non può essere sottovalutata. Anche perché uno dei mercati collaterali della tecnologia RTLS, quello che fa riferimento ai produttori di carrelli elevatori, sta subendo una trasformazione analoga al mondo automotive. Un mondo che sta cercando di incamerare velocemente le innovazioni della sensoristica IoT ma che, contemporaneamente, deve fare i conti con le forti contrazioni dovute a modelli di mobilità in continuo divenire. “Nei magazzini – chiarisce Fiammenghi – non ci sono ovviamente soltanto i carrelli elevatori, che devono essere sempre più smart, ci sono anzitutto le persone e poi gli asset. Con i nostri sistemi consentiamo la localizzazione di questi 3 elementi”. Le soluzioni di Ubiquicom, che oggi possono vantare più di 10 mila installazioni, si rivolgono sia alla logistica di magazzino ad alta intensità delle aziende medio-grandi che operano anche su più turni, sia alla logistica semplificata tipica della PMI italiana. Il risultato, in entrambi i casi, è lo stesso: “Rendere lean, fluidi i processi logistici” evidenzia Fiammenghi.

Il sistema RTLS, un booster del WMS

In questo percorso, Synchro, il principale sistema di localizzazione sviluppato da Ubiquicom che mette insieme sensoristica IoT e algoritmi di Intelligenza Artificiale, si colloca all’ultimo miglio della supply chain. Generalmente i magazzini più evoluti sono dotati di un WMS (Warehouse Management System), cioè di un software verticale che serve a organizzare quelle che tecnicamente vengono definite “missioni” di carico e scarico dei carrelli. “Il problema – continua Fiammenghi – è che i cosiddetti treni di missioni che vengono emessi dai WMS e che arrivano su liste di carico/scarico consultabili su un visore o in modalità cartacee non fanno i conti con quello che accade realmente. È un po’ come quando in passato si viaggiava con le mappe, ma senza sapere cosa stava succedendo sull’itinerario, se c’erano ad esempio incidenti o lavori in corso che potevano causare dei rallentamenti. Attraverso i nostri sistemi di localizzazione noi invece forniamo visibilità in tempo reale. In pratica, se il WMS permette di avere una mappa del magazzino, noi facciamo conoscere il territorio concreto”. Gli algoritmi di Intelligenza Artificiale vanno anche oltre, perché trasformano tutto lo storico e i big data dei WMS in modelli di ottimizzazione dei processi logistici. Per usare un’altra metafora, resa abituale ormai dalla terminologia dell’era pandemica, la tecnologia RTLS funge da “booster”, da amplificatore delle funzionalità del classico sistema informatico del magazzino.

Efficienza, risparmio e sicurezza: il caso Italtrans

Se da un lato, perciò, l’IoT che Ubiquicom porta nelle aziende si basa sulle antenne posizionate sui carrelli e all’interno del magazzino che dialogano tra di loro mediante tecnologie Ultra Wideband (UWA) o Bluetooth Low Energy (BLE), dall’altro è grazie alle simulazioni possibili con l’AI che si può aumentare l’efficienza e si possono ridurre i costi operativi con percentuali che si aggirano attorno al 20%, secondo i dati raccolti dall’azienda. Questo perché ad esempio si è in grado di conoscere esattamente il numero di carrelli e di persone che bisogna predisporre all’interno di un deposito. O perfino di massimizzare i consumi energetici dei carrelli dimensionando in maniera perfetta il loro “biberonaggio”, cioè la ricarica elettrica parziale in funzione del percorso che i mezzi devono svolgere. A ciò si aggiunge la prevenzione dei rischi di incidenti che nativamente un algoritmo AI supporta, ma che comunque può essere potenziata tramite appositi moduli anti-collision. A governare tutto questo c’è una piattaforma ad hoc, il software Locator, che fa da orchestratore dei diversi elementi che compongono il flusso intralogistico. Uno dei più interessanti use case, in tal senso, è quello che vede protagonista Italtrans, tra le più importanti organizzazioni di trasporto e sistemi logistici del nostro Paese ad aver adottato il sistema di Ubiquicom all’interno di un proprio magazzino. “Siamo in attesa di replicare questo esperimento in altri siti dell’azienda – conclude Giorgio Fiammenghi -. Sino adesso abbiamo registrato la soddisfazione del top management per il risparmio generato, una maggiore tranquillità da parte dei carrellisti che possono lavorare con minori preoccupazioni e, a tendere, riusciremo ad azzerare gli incidenti sul lavoro grazie ai sistemi anti-collision installati”.

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