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Industrial IoT, un cambiamento che va oltre la tecnologia

In un ebook dedicato all’implementazione di progetti IIoT, Siemens affronta i punti critici per le imprese: la tecnologia da sola non basta. Servono metodo, processi, persone. Serve lavorare sul change management. Servono le community. Ne abbiamo parlato con Andrea Gozzi, Managing Director di MindSphere World Italia

Nel mondo industriale, l’emergenza scatenata dalla pandemia da COVID-19 ha avuto un duplice effetto: da un lato ha fatto comprendere non solo l’importanza, ma anche la necessità di poter operare da remoto. Cosa che sembrava non solo complessa, ma addirittura antitetica rispetto al concetto stesso di industria.
Dall’altro, ha fatto crollare la paura rispetto al cloud.
“Anzi – spiega Andrea Gozzi, Managing Director di MindSphere World Italia -, proprio nel corso e forse anche a causa della crisi pandemica il cloud è stato pienamente sdoganato in ambiente industriale”.

Foto di Andrea Gozzi, Managing Director di MindSphere World Italia

Andrea Gozzi, Managing Director di MindSphere World Italia

Il focus sul change management

Il mondo industriale e manifatturiero sta attraversano una fase di cambiamenti davvero profondi e radicali, anche se quando si parla di IIoT, dell’Internet of Things declinata specificamente per il mondo industriale, siamo ancora agli albori, ben lontani dalla maturità.
Ma non è una questione tecnologica.
“Le difficoltà che si riscontano quando si tratta di sviluppare e implementare progetti in questo ambito non dipende dalla tecnologia. È molto più una questione di persone e processi”.
Probabilmente, finora ci si è concentrati forse troppo sugli aspetti tecnici e tecnologici del cambiamento, tralasciando quelli culturali e di change management sui quali è invece importante agire oggi.

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Il ruolo dell’ecosistema e dei system integrator nell’IoT/Cloud

Ed è proprio per rispondere a queste necessità che emerge ancor di più l’importanza di una realtà come MindSphere World Italia, l’associazione nata nel 2018 proprio con l’obiettivo di creare intorno a MindSphere, il sistema operativo per l’IoT basato sul cloud di Siemens, un vero e proprio ecosistema in grado di promuovere la digitalizzazione nel mondo industriale.

“Lavoriamo in una logica di community – spiega ancora Andrea Gozzi -. Dobbiamo essere consapevoli che non è importante, oggi, disporre della migliore tecnologia, se poi manca l’ecosistema in grado di sostenerla. La risposta vincente arriva quando si riesce a promuovere una tecnologia sposata alla community. Che poi è quello che facciamo in MindSphere World. Lavoriamo sull’unione di IT, OT e cloud. Lavoriamo soprattutto sulla creazione di un ecosistema di riferimento per MindSphere, tanto che oggi possiamo dire che sia di fatto l’unica piattaforma realmente sostenuta da una community”.
In quest’ottica assumono particolare importanza e rilevanza anche gli integratori IT, i system integrator: “Il loro è un ruolo chiave, perché la vera sfida, oggi, è avere le competenze giuste per portare nelle imprese soluzioni che riescano finalmente a far convergere il mondo IT con il mondo OT”.

Make or Buy? Buy!

C’è un ulteriore aspetto sul quale Andrea Gozzi pone l’accento: l’approccio.
Molte imprese del mondo industriale si bloccano di fronte al dilemma del “make or buy”.
“Io lo definisco l’inferno del pilota”, spiega Gozzi, sottolineando come, a conti fatti, siano davvero troppo poche le realtà che riescono ad andare oltre il progetto pilota.
“Troppe realtà si concentrano sul make, convinte che sia la strada giusta per avere la soluzione che risponda in pieno alle loro esigenze specifiche, ma il rischio concreto è che tutti finiscano per fare le stesse cose, fermandosi dopo il varo del primo pilota”.
Per questo Siemens propone un approccio differente, basato sul buy.
“E i numeri ci danno ragione. Quando si parla di IoT/Cloud, con un approccio basato sul make solo il 5% dei progetti avviati ha successo e arriva a compimento. Con un approccio orientato al buy, invece, la percentuale di successo sale oltre il 60%. Non è una differenza da poco”.
Focus sulle persone, sul change management, sulla community, sull’approccio. Ma focus anche sulla metodologia.

Un approccio metodologico per affrontare i progetti IIoT

È proprio per chiarire quale sia il suo approccio all’implementazione dell’Internet of Things nel mondo industriale che Siemens Digital Industries Software ha realizzato un ebook da titolo “Come avere successo con l’IoT”, scaricabile da questo indirizzo.

La premessa è chiara: non c’è alcun dubbio che una efficace implementazione dell’Internet of Things (IoT) all’interno di un ambiente industriale sia estremamente impegnativa.
È vero. Sulla carta l’IoT promette di ridurre i costi, migliorare la produttività, aumentare la sicurezza e aprire a nuovi mercati, modificando il modo in cui un’azienda acquisisce, comunica, archivia, analizza e visualizza i dati.
Ma perché le promesse si concretizzino, perché le progettualità vadano a buon fine, è necessario adottare un approccio in grado di generare un vantaggio competitivo significativo per l’azienda.

Le difficoltà da gestire quando si inizia un percorso IoT, come testimoniano i casi citati nella pubblicazione, non sono poi così diverse da quelle che si incontrano durante l’implementazione di qualsiasi nuova tecnologia: ripida curva di apprendimento, necessità di dimostrare il valore del progetto ai responsabili del budget, problemi di larghezza di banda, variazione delle tempistiche e discussioni interminabili per ottenere risorse e supporto sufficienti.

Siamo di fronte a ostacoli non solo tecnologici. Parliamo di un prezzo da pagare, di un “costo di avvio” che può richiedere tempo e budget, senza produrre fin dall’inizio risultati evidenti o rimarchevoli.
Sono tanti gli aspetti da prendere in considerazione e ciascuno nasconde in sé complessità che possono causare ritardi nello sviluppo di un progetto.
Pensiamo ad esempio alla sicurezza.
Anche questo è un potenziale punto debole e causa di ritardi legati alle preoccupazioni riguardanti la sicurezza dei dati e alla necessità di garantirne la correttezza e l’adeguata archiviazione. Senza trascurare il fatto che la maggior parte delle discussioni relative all’implementazione della sicurezza dell’IoT si sovrappone al problema della sicurezza aziendale, complicandolo più del necessario.

Ma una volta superate le sfide di implementazione, le aziende che hanno avviato con successo un progetto IoT hanno parlato di risultati reali e positivi, con benefici tangibili, come la possibilità di raccogliere informazioni in modo più efficiente, la possibilità di monitorare da remoto le prestazioni dei macchinari, la riduzione dei costi di gestione delle attività quotidiane e la capacità di svolgere il lavoro più rapidamente e in modo migliore.

C’è un assunto che emerge chiaro dal documento sviluppato da Siemens: non esistono scorciatoie per implementare con successo l’IIoT. Le implementazioni di successo sono strategiche e richiedono la giusta combinazione di strumenti, processi, procedure, metodologie, coinvolgendo il più possibile le persone interessate dal cambiamento. Solo in questo modo i benefici saranno reali, tangibili e misurabili.

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