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.Industry 4.0

Come IoT e realtà aumentata possono migliorare le attività manutentive nell’industria

L’impiego degli oggetti connessi e della realtà aumentata consente una manutenzione più accurata e semplice, aumentando la sicurezza dei lavoratori. Le informazioni provenienti da apparati complessi possono essere visualizzate anche su tablet o smartphone, riducendo i tempi di risoluzione delle problematiche

I servizi di manutenzione sono uno degli aspetti in cui l’adozione della tecnologia IoT può influenzare in modo significativo l’operatività; ad oggi sono svolti per lo più in modalità tradizionale, ma in un futuro non lontano saranno i protagonisti di un passaggio epocale.

La tecnologia IoT consente di rendere fruibili le informazioni di apparati complessi in modo semplice, su un tablet o uno smartphone, già solo questo permette al manutentore di comprendere in modo più rapido come agire e, di conseguenza, di ridurre i tempi di risoluzione delle problematiche.

Questo però è solo un aspetto, in realtà, la tecnologia IoT consente di ottenere ben altri benefici. Vediamo come.

Manutenzione da remoto con l’edge computing

I dispositivi connessi inviano a un sistema centrale le informazioni rilevate, nei tempi definiti, in base al dispositivo da monitorare. Il rilevamento di queste informazioni, correlate con le informazioni provenienti da altri dispositivi, consente di prevedere quando è necessario l’intervento per svolgere un’attività di manutenzione preventiva o ordinaria. Ad esempio, un impianto trasmissivo di telefonia mobile deve mantenere una temperatura di sito all’interno di un certo intervallo per non compromettere il buon funzionamento degli apparati. L’impianto di condizionamento è soggetto a una manutenzione costante: cambio dei filtri e ricarica del gas di refrigerazione; conoscere lo stato di salute del filtro permette di sostituirlo solo quando è necessario e non in modalità programmata, mantenendo così l’impianto sempre efficiente.

Quando si parla di manutenzione, spesso s’intende l’intervento pratico in loco. In realtà, grazie alla tecnologia IoT alcune attività possono essere effettuate in modalità remota. Ad esempio, un dispositivo dotato di logica, come un PLC, non è raggiungibile da remoto, ma con l’adozione della tecnologia IoT, e introducendo sul campo una tecnologia di Edge computing, sarà in grado di connettersi ai dispositivi locali (PLC), non solo per ritrasmettere le informazioni rilevate. A sua volta consentirà anche di eseguire delle attuazioni o configurazioni sui dispositivi locali. Pertanto, con la tecnologia IoT è possibile eseguire da remoto attività che prima dovevano essere necessariamente eseguite in loco, con conseguente risparmio economico e di tempo da parte dell’azienda.

IoT e realtà aumentata

Non solo. L’adozione della tecnologia IoT permette una manutenzione più “smart” e anche un elemento come la realtà aumentata può influire notevolmente su questo aspetto. La realtà aumentata (RA), in concomitanza con i dati dell’IoT, permette al manutentore di ricevere e visualizzare i dati dei dispositivi inquadrandoli con uno smartphone o un tablet, meglio ancora attraverso l’adozione di smart glasses. La RA consente inoltre a un manutentore meno esperto di svolgere delle attività complesse, in quanto segue passo-passo il manutentore nello svolgimento dell’attività.

Per i manutentori, lo strumento ad oggi migliore per fruire delle informazioni 3D è sicuramente il tablet o lo smartphone, mentre, gli occhiali 3D ancora presentano dei limiti nell’adozione, in quanto richiedono un livello di luminosità ben definito, aspetto che va in contrapposizione con le differenti condizioni ambientali in cui si trova il manutentore. In ultimo gli occhiali 3D ad oggi non sono certificati per lavori in cui è richiesta una certificazione Atex, in ambienti di lavoro a rischio di esplosioni. In realtà, esistono altre tipologie di occhiali con tecnologia 2D, le quali si possono utilizzare in qualsiasi condizione di luce, per alcune di esse, è presente anche la certificazione Atex. Gli occhiali 2D sono in grado di fornire informazioni al manutentore attraverso un visore posto vicino all’occhio; pertanto consentono di svolgere l’attività a “mani libere” sul dispositivo.

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Vediamo ora come e quali informazioni possono essere fruite: fra le modalità vi è la registrazione di un contenuto, eseguita da un manutentore esperto e fruita da un manutentore non esperto; oppure il manutentore non esperto può richiedere un aiuto a un manutentore, utilizzando una video chiamata evoluta. In quest’ultimo caso, il manutentore esperto da remoto, guiderà l’operatore sul campo fornendogli le indicazioni necessarie attraverso istruzioni vocali e visive (ad esempio potrà indicare disegnando delle frecce sullo schermo dell’operatore, per indicare quali pulsanti selezionare). Quest’ultima modalità si è resa molto utile in questo particolare periodo temporale in cui la presenza del Covid-19 ha limitato gli spostamenti: i manutentori non esperti, o in alcuni casi improvvisati, con questa tecnologia hanno permesso all’azienda di compiere quelle attività di manutenzione necessarie per il prosieguo delle attività lavorative. Anche il training dei manutentori si è evoluto con l’adozione della realtà aumentata, e in questo caso l’adozione degli occhiali 3D ha migliorato l’apprendimento.

L’IoT per la sicurezza dei lavoratori

Il mercato ormai offre una discreta gamma di soluzioni “mature” di realtà aumentata in grado di essere pronte all’uso senza dover costruire soluzioni da zero con costi proibitivi.

In ultimo anche l’utilizzo della realtà virtuale ha cambiato il modo di eseguire la fase di training, attività che erano svolte direttamente sull’apparato, ora è possibile eseguirle in ufficio e in modalità sicura; ad esempio si può apprendere come arrampicarsi su un traliccio senza affrontare le prime prove direttamente sul campo in totale sicurezza per il lavoratore.

Ritornando alla tecnologia IoT, un altro aspetto in cui si è riscontrata un importante utilità è quella della sicurezza fisica del manutentore. Alcune attività di manutenzione si svolgono in aree a rischio: ad esempio l’esalazione di gas nocivi. I dispositivi indossabili, i cosiddetti “wearable”, vengono in aiuto al manutentore poiché sono in grado di rilevare gas nocivi, temperature elevate o altre condizioni ambientali prima che il manutentore ne venga in contatto per un tempo sufficiente ad apportare danni fisici. Un manutentore inoltre può essere soggetto a malori indipendenti dalle condizioni ambientali e anche in questo caso i wearable possono monitorare i dati vitali del lavoratore, come la respirazione e il battito cardiaco associati all’indicazione di “uomo a terra” per un pronto intervento.

 

 

 

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