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4ward: la Digital Transformation ha bisogno dei cognitive services

La Digital Transformation porta con sé una profonda revisione dei modelli di business e la scoperta di nuove opportunità per fare efficienza e migliorare le proprie performance. 4ward accompagna i suoi clienti in questo percorso, con progetti che si basano su tecnologie Microsoft. Ecco quattro case history per quattro settori diversi di mercato

La digital transformation non è solo una necessità: è un’urgenza.
Sono queste le parole con le quali una manciata di settimane fa Peter Sondegaard, executive vice president of research & advisory di Gartner, ha aperto il tradizionale Symposium annuale della società a Barcellona.
Un’urgenza che impone non solo tempi rapidi, ma anche un passo e uno sguardo nuovi. Uno sguardo capace di guardare oltre le tecnologie, per avvicinarsi all’idea di un digital business pervasivo, che abbraccia tutte le organizzazioni e le trasforma sia nelle loro dinamiche interne, sia nelle relazioni verso l’esterno lungo tutte le filiere.
Un digital business che parte dalla ricerca di nuove efficienze e sviluppa nuovi modelli organizzativi e di business in una logica agile, per poi trasferirli in un contesto di ecosistema.

Per maggiori informazioni su cosa puoi fare nell’Industria 4.0 con 4ward

È a questa Digital Transformation che guarda 4ward, azienda che da oltre 15 anni opera come consulente per l’innovazione delle imprese, supportandone la trasformazione attraverso tecnologie e progetti innovativi.
Partner storico di Microsoft, 4ward ha da subito identificato nel cloud e nella cloud transformation il motore del cambiamento, dapprima con un focus sulla produttività, come testimoniano i tanti progetti costruiti su Office 365, ora con uno sguardo aperto alle nuove sfide dei cognitive service, abilitati dalla piattaforma Azure.

È un tema che affascina il Christian Parmigiani, Executive Vice President della società, che così spiega: “La disponibilità di potenza di calcolo e sistemi di aiuto decisionale sono il futuro dell’evoluzione dell’uomo in un mondo nel quale i dati crescono in misura esponenziale, senza che il cervello umano sia in grado di trarne valore senza l’aiuto di sistemi intelligenti, in grado di eseguire complesse elaborazioni in tempi rapidi”.

La digital transformation è una partita che si gioca tutta sui dati: “Siamo in grado di gestire dati che provengono da fonti differenti ed eterogenee, come dimostrano i progetti che si sviluppano intorno all’Internet of Things, ma anche di analizzare elementi nuovi, come i dati biometrici, dal volto alla voce. Ed è sulla capacità di trarre valore da questi dati che nascono progetti di innovazione, in precedenza non pensabili”.

4ward sta lavorando concretamente su queste tematiche e ha identificato quattro ambiti applicativi concreti nei quali non solo sviluppare progetti, ma soprattutto dar vita a best practice sulle quali dar vita a nuovi modelli d’uso e business.

Energy: dall’efficienza energetica alla manutenzione predittiva

Per un cliente del settore Energy, 4ward è stata coinvolta per risolvere un problema di efficientamento degli impianti.
“Il cliente – racconta Parmigiani – utilizzava un sistema ormai obsoleto per la rilevazione delle temperature. Non solo i sensori erano connessi a sistemi GPRS, ma la letteratura delle temperature avveniva in maniera seriale e in modalità pull, con un dispendio eccessivo in termini di tempo e soprattutto una totale assenza di alert proattivi e in tempo reale”.
La necessità, in questo caso, era di lavorare sia sull’efficientamento dell’impianto, sia su un diverso coinvolgimento degli operatori dei servizi di assistenza e manutenzione.
In collaborazione con un partner specializzato nella sensoristica robotica, 4ward ha pensato di inserire sonde in parallelo sugli impianti di rilevazione delle temperature. Questo ha significato in qualche caso portare l’IoT a bordo di macchine fino a quel momento non connesse o su sistemi proprietari difficilmente integrabili nei MES.
“Abbiamo portato a bordo degli impianti una sensoristica che supporta i settaggi delle soglie critiche e soprattutto il dialogo push pull. Sostituendo al GPRS moduli UMTS, viene inoltre abilitata la possibilità di interrogazione parallela”.
Tutto questo si traduce in un numero nettamente superiore di dati e a una maggiore frequenza di interrogazione, che abilitano analisi statistiche e reportistiche avanzate.
Utilizzando Azure Machine Learning è possibile valutare gli andamenti storici, definire in maniera automatizzata le anomalie, adattare gli alert riducendo i falsi positivi.
“Il risultato è un progetto di predictive maintenance, che consente agli operatori di agire preventivamente o tempestivamente, correggendo la portata dei sistemi di riscaldamento/raffreddamento con una  conseguente ottimizzazione dei costi operativi”.
Un ulteriore esempio di case history sviluppata da 4ward in ambito energy, utilizzando le tecnologie e le piattaforme Microsoft, è quella di Siemens che si può leggere qui

Manufacturing: la predictive maintenance che fa bene al ROI

Disporre di dati puntuali sul funzionamento della macchina apre nuove prospettive anche nell’ambito degli stessi progetti di predictive maintenance.
Utilizzando soluzioni di telemetria su un impianto industriale, ad esempio, 4ward non solo è in grado di fornire al proprio cliente informazioni sui cicli di utilizzo dei macchinari, ma sviluppa soluzioni di manutenzione predittiva valutando quali sensori mettere in campo, quali misurazioni effettuare, quali dati raccogliere.
Il risultato non è semplicemente un’analisi dello stato di usura, o un’analisi delle derive, ma arriva fino al calcolo dei costi dei fermi di produzione: “Ogni volta che evitiamo un fermo dell’impianto, il sistema calcola automaticamente il benefit di produzione, presentando un indice di misurazione del ROI”.

Pubblica Amministrazione: i cognitive service al servizio dei cittadini

Nell’ambito della Pubblica Amministrazione, uno dei progetti sui quali 4ward ha portato gli Azure Cognitive Services  punta a superare un problema di digital divide, migliorando nel contempo la gestione delle relazioni con i cittadini stranieri, particolarmente complesse quando il cittadino straniero non conosce altro che la propria lingua d’origine e nessuno degli attori in causa è in grado di utilizzare l’inglese come lingua ponte.
Tutto questo crea inevitabilmente disagi nell’espletamento di pratiche della pubblica amministrazione, generando ritardi ed errori. La soluzione proposta è quella di utilizzare i cognitive service per analizzare in tempo reale testi scritti su dispositivi mobili, presenti direttamente allo sportello, su supporto cartaceo, in questo caso integrando tecnologie OCR, o addirittura comunicazioni vocali.
I dati inviati al cloud vengono restituiti in tempo quasi reale tradotti nella lingua desiderata, con evidenti vantaggi per tutti.
“Molti stranieri in Italia non parlano che la propria lingua di origine e questo crea grossi problemi anche perché finiscono per rivolgersi alla PA solo in caso di estremo bisogno”, commenta Parmigiani. “Realizzare soluzioni in ottica di diminuzione del digital divide è in linea con la nostra mission che è aiutare le aziende nel processo di trasformazione digitale per migliorare il modo di vivere e lavorare delle persone”.

Retail: i cognitive service migliorano la User Experience

La sfida del modern Retail è digitalizzare e arricchire l’esperienza dei propri utenti, anche nel punto di vendita fisico.
Anche in questo caso, 4ward ha scelto di utilizzare i Cognitive Services di Microsoft Azure per effettuare, attraverso semplici telecamere posizionate in diversi punti dello store, dai totem ai banchi di esposizione, dalle vetrine ai corner, non solo un’analisi le caratteristiche fisiche dei clienti o dei passanti, dividendoli in cluster per sesso o per età, ma anche la sentiment analysis, per tracciarne l’umore o le reazioni. Tutto questo, naturalmente, nel pieno rispetto dei criteri di anonimizzazione previsti dalle normative vigenti.
Grazie all’analisi di tutti questi dati, effettuate in cloud, è possibile indirizzare a ciascun cliente messaggi personalizzate sia sui display presenti nel punto vendita, sia tramite App.
Se a questo primi livello di identificazione si aggiungono ad esempio soluzioni di beaconing, è possibile raccogliere dati ulteriori sui movimenti dei clienti in negozio, sui loro percorsi, sulle loro reazioni.
Il risultato è un’esperienza di servizio o di promozione estremamente personalizzata.
Questi dati, salvati e gestiti in cloud, possono successivamente essere utilizzati a supporto del decision making sia strategico sia di marketing.
“I cognitive services possono sia agire su analisi di cluster anonimi, sia, qualora opportunamente “istruiti” con delle foto dei clienti che abbiano effettuato l’opt-in, riconoscerli così come accade con una carta fedeltà. La diferenza, in questo caso, è che il riconoscimento non avviene solo al momento del check out, abilitando di conseguenza nuovi livelli di interazione anche durante le fasi decisionali”.

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