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Internet of Things, 7 trend su cui si punta in Italia

Dalla telemedicina al monitoraggio della supply chain, dallo Smart Building al Digital Workplace, dalla Smart City alla User Experience, fino alla mobilità intelligente e sicura. Sono le principali tendenze che emergono dalle candidature nella categoria IoT pervenute al contest che ogni anno seleziona i progetti più innovativi di trasformazione digitale. A conferma della vitalità di un mercato in continua espansione come quello dell’Internet delle Cose

L’Internet of Things è una delle tecnologie su cui si investe maggiormente nel nostro paese. Lo si ricava dagli ultimi dati dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano in base ai quali la percentuale di spesa relativa a questo mercato è pari a circa il 10% della spesa complessiva di tutte le tecnologie digitali. Nel 2021, l’IoT ha raggiunto in Italia un valore di 7,3 miliardi di euro, in crescita del 22% rispetto al 2020 e superiore ai livelli pre-pandemici del 2019, quando era uguale a 6,2 miliardi di euro. Se si confrontano queste cifre con quelle dello scenario globale, le previsioni di incremento sono comparabili, sebbene permangano elementi frenanti come la carenza di chip. Al netto di questo fattore di crisi, la cui conclusione potrebbe arrivare entro il 2023 o, nella peggiore delle ipotesi, nel 2024 (questo è, almeno, quanto sostiene il CEO di Intel Pat Gelsinger), le soluzioni IoT continuano a estendersi nei contesti consumer, smart home in primis, in quelli produttivi, come smart factory e agricoltura, e in un esteso perimetro della pubblica amministrazione che va dalla smart city alla telemedicina. Un termometro dell’ampiezza dei casi d’uso in ambito IoT e delle principali novità che li riguardano è rappresentato dai Digital360 Awards che ogni anno selezionano i migliori progetti di trasformazione digitale suddividendoli in 10 macro categorie. L’Internet of Things è una di queste. In attesa della proclamazione dei vincitori, che avverrà tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre 2022, ecco alcune anticipazioni sui 7 trend attorno a cui si sono focalizzate le candidature nella categoria IoT.

Telemedicina

Quella della telemedicina è una voce importante del PNRR, che destina 4 miliardi di euro al potenziamento dei servizi domiciliari e punta a sostenere progetti “lungo l’intero percorso di prevenzione e cura” attraverso una serie di attività indicate con il prefisso tele- che coincide con il significato “da lontano”: dalla tele-assistenza alla tele-visita, dal tele-consulto al tele-monitoraggio, fino alla tele-refertazione. Non stupisce quindi che, fra le candidature pervenute ai Digital360 Awards 2022, si cerchi di rispondere all’esigenza di una sanità messa a dura prova dal Covid-19 e che oggi vuole fare tesoro di quanto appreso durante l’ultimo biennio. Da qui le proposte di piattaforme centralizzate e interoperabili, collegate direttamente con il Fascicolo Sanitario Elettronico e alimentabili potenzialmente con i dati riguardanti il paziente che provengono da strutture, medici di base e Internet of Medical Things (IoMT).

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Monitoraggio

Una delle sfide che l’IoT sta affrontando è quella della tracciabilità end-to-end delle informazioni in svariati campi applicativi. Per questa ragione l’Internet delle Cose tende ad esempio a integrarsi con la tecnologia Blockchain che consente di criptare i dati garantendone l’incorruttibilità lungo l’intera supply chain. Sensori che raccolgono qualsiasi tipo di parametro in funzione del caso d’uso specifico (rilevamento temperatura e umidità, smart metering, geolocalizzazione ecc.) e la cui immutabilità è certificata lungo il tragitto grazie alla Blockchain rappresentano il cuore di alcune idee presentate ai Digital360 Awards.

Smart Building

L’IoT nello Smart Building è una versione del monitoraggio che si riferisce al controllo di edifici e infrastrutture. Si integra con sistemi informativi specifici quali il BIM (Building Information Modeling) e con altre tecnologie come l’intelligenza artificiale per identificare variazioni rispetto ai modelli che si possono costruire dall’analisi incrociata di pattern e schemi ricorrenti. A fondamento di questa idea progettuale, l’IoT diventa uno strumento essenziale per l’asset management e per la gestione del ciclo di vita delle infrastrutture. L’inventario digitale, frutto della raccolta sul campo di numerosi dati, diventa così patrimonio digitale che non solo alimenta i sistemi AI, ma è interrogabile in qualsiasi momento per ottenere informazioni sullo stato in cui versa attualmente un’infrastruttura o in cui versava nel periodo preso in esame.

Digital Workplace

Le proposte focalizzate sull’ottimizzazione dell’utilizzo degli spazi e sul miglioramento dei livelli di employee experience in ufficio fanno leva sul coinvolgimento dei dispositivi IoT in un’ampia gamma di servizi: parcheggi, facility management, misurazione delle variabili interne (illuminazione, temperatura, umidità, qualità dell’aria). Inoltre, l’Internet of Things a corredo del Digital Workplace si estende ai sistemi di antintrusione, di videosorveglianza, di controllo accessi e di antincendio. Vista la varietà degli ambiti applicativi, con una conseguente complessità nella relativa implementazione, ne deriva che piattaforme, sensori e sistemi di rete generalmente sono offerti da più vendor spesso coordinati da system integrator o comunque da aziende a cui è affidata la funzione di project management.

Smart City

Riuscire a monitorare in tempo reale funzionamento e consumi dei principali apparati in dotazione alla pubblica amministrazione è una delle più importanti frontiere dell’IoT. Non a caso una parte delle proposte si riferisce alla realizzazione di piattaforme in grado di raccogliere dati dal campo per poi analizzarli. Che si tratti di impianti di illuminazione o di altri sistemi gestiti dalla PA, il monitoraggio “intelligente” grazie ai sensori installati all’interno dei vari dispositivi è uno dei trend che si sta imponendo in maniera sempre più decisiva. Con il vantaggio ulteriore di fornire una serie di dati aggregati ai fini della manutenzione preventiva, predittiva e correttiva.

User Experience

Questa tendenza va oltre quella tipica di qualsiasi dispositivo IoT che di solito prevede un insieme di servizi standard per la verifica puntuale del funzionamento dei sensori, compresi ad esempio i livelli di carica o l’abilitazione/disabilitazione di determinate funzionalità. Uno degli orientamenti intercettati dai Digital360 Awards, infatti, è l’aggiunta di tecniche di customer engagement quali survey e attività di gamification che permettano di sondare la soddisfazione degli utenti e, contemporaneamente, di migliorare la loro User Experience. È una tendenza che sta acquistando particolare valore nel mercato della Smart Home e che si inserisce in quella progressiva servitizzazione evidenziata anche dall’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano.

Mobilità intelligente e sicura

La servitizzazione, cioè il modello di business incentrato sul passaggio dalla vendita di un prodotto a quella dei servizi a esso associati, sta prendendo piede soprattutto in aree verticali dell’IoT come quella della smart mobility. La trasformazione dei veicoli in ambienti iperconnessi porta con sé la possibile attivazione di servizi che hanno lo scopo di aumentare la sicurezza dei guidatori e di scoraggiare comportamenti impropri, collegando ad esempio quelli virtuosi a politiche tariffarie incentivanti come fanno le assicurazioni per chi si dota della scatola nera. Ma la creatività nel monitorare ciò che accade dentro l’abitacolo e può influire sulla guida è praticamente illimitata. Una creatività di cui si trova ovviamente traccia nelle candidature ai Digital360 Awards 2022.

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