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5G: la ricetta di Ericsson per l'efficienza energetica

L'aumento dei consumi di energia legato all'installazione del nuovo standard può essere fermato con un approccio olistico e con le nuove tecnologie basate sull'intelligenza artificiale

La crescente diffusione del 5G rischia di avere un costo da un punto di vista energetico e della sostenibilità ambientale, ma può essere messa sotto controllo mettendo in atto una strategia apposita.  Questa la principale conclusione del rapporto Ericsson “On the Road to Breaking the Energy Curve”, la cui prima edizione (2020), aveva stimato in circa 25 miliardi di dollari il costo energetico annuale globale per il funzionamento delle reti mobili.  Le quali a loro volta rappresentano circa lo 0,2% delle emissioni globali di carbonio e lo 0,6% del consumo globale di elettricità. Tuti dati che potrebbero aumentare nel prossimo futuro, complicando non poco l’attività degli operatori del settore (visti anche gli attuali livelli dei prezzi dell’energia), in questo momento alle prese con importanti investimenti nell’implementazione del 5G. Eppure, ottenere una maggiore efficienza è sempre possibile: secondo Ericcson, in particolare, esistono tre fasi che possono consentire una implementazione del nuovo standard tecnologico riducendo al contempo il consumo energetico totale della rete.

Innanzitutto occorre pianificare in un modo diverso rispetto al passato, concentrandosi su un’evoluzione sostenibile della rete. Questo significa adottare una visione olistica degli obiettivi aziendali e delle realtà di rete per consentire una pianificazione e un funzionamento della rete a sostegno delle ambizioni aziendali e di sostenibilità. Uguale importanza viene attribuita alla fase di implementazione: in particolare, per ridurre il consumo energetico totale della rete mobile occorre modernizzare efficacemente la rete esistente è essenziale. Più in generale i carrier dovrebbero operare in modo diverso, sfruttando l’intelligenza artificiale/machine learning (AI/ML) e l’automazione per massimizzare le prestazioni del traffico con un consumo energetico ridotto al minimo. Poiché il traffico varia ogni giorno, l’uso di applicazioni di risparmio energetico basate su queste tecnologie può consentire di regolare la capacità della rete mobile di soddisfare la domanda e per offrire al contempo la migliore esperienza utente, con il minor consumo di energia.

C’è poi una priorità, ovvero i prodotti e le soluzioni per la rete di accesso radio (RAN), che sono i diretti responsabili della maggior parte dei consumi energetici. Il rapporto evidenzia la necessità per gli operatori di dare costantemente priorità al risparmio energetico della RAN, man mano che vengono rilasciate nuove generazioni di prodotti ad alta efficienza energetica.

“Con l’avanzare dell’implementazione della connettività 5G a livello globale, i vantaggi di un portafoglio attento all’energia e a prova di futuro diventano sempre più evidenti. Tuttavia, è anche chiaro che gli importanti r:isparmi sui consumi energetici che tale portafoglio consente di ottenere, possono essere rafforzati anche da altre azioni – ha commentato Fredrik Jejdling, Executive Vice President e Head of Business Area Networks di Ericsson – . Non possiamo continuare con un approccio ‘business as usual’. Dobbiamo approfittare di trasformazioni e ammodernamenti importanti della rete e non di sostituzioni frammentarie. Dobbiamo utilizzare i più recenti progressi tecnologici per consentire funzionalità di risparmio energetico e prendere in considerazione un uso migliore delle nostre fonti di energia. In poche parole, dobbiamo pensare in modo diverso”.

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