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Ibm Watson, cinque studi sull’efficacia del supporto in oncologia

I suggerimenti di Watson concordano con le raccomandazioni degli esperti nel trattamento del tumore nel 96% dei casi riducendo del 78% il tempo necessario ai controlli dei test clinici

Sono stati presentati ufficialmente a inizio giugno all’ASCO 2017, il più importante appuntamento mondiale per l’oncologia: così Ibm Watson Health e i suoi specialisti hanno potuto dimostrare a una vasta platea di addetti ai lavori l’utilità clinica di Watson for Oncology, sistema addestrato dai medici del Memorial Sloan Kettering (oltre che da Watson per la CTM-Clinical Trial Matching) e attualmente in uso (o in attivazione) in decine di ospedali e organizzazioni sanitarie di Stati Uniti, Messico, Brasile, India, Cina, Thailandia, Corea del Sud, Taiwan, Bangladesh, Australia, Spagna e Slovacchia.
Cinque erano gli studi presentati ad ASCO sulle offerte oncologiche di Watson:

  • Highlands Oncology Group e Novartis: Watson for Clinical Trials Matching (CTM) ha ridotto del 78% il tempo necessario al monitoraggio dei pazienti per l’ammissibilità alla sperimentazione clinica. In un progetto pilota di 16 settimane, CTM ha elaborato i dati di 2.620 pazienti affetti da tumore al polmone e alla mammella. Utilizzando il linguaggio naturale, il sistema ha potuto analizzare i protocolli di sperimentazione clinica forniti da Novartis e valutare le informazioni, provenienti sia dai registri dei pazienti sia dalle note dei medici, sui criteri di inclusione ed esclusione dai protocolli, stabilendo automaticamente i pazienti ineleggibili (in media il 94% de totale). Il tempo necessario ai controlli dei test clinici è passato così da 1 ora e 50 minuti a 24 minuti.
  • Manipal Comprehensive Cancer Center di Bangalore:in questo studio, Watson for Oncology ha raggiunto elevati tassi di concordanza (96% per i casi di cancro al polmone, 81% per quelli al colon e 93% al retto) rispetto alle raccomandazioni del gruppo multidisciplinare oncologico.
  • Ospedale internazionale multispecialistico Bumrungrad di Bangkok:qui Watson for Oncology ha manifestato un tasso di concordanza dell’83% per diversi tipi di cancro rispetto ai suggerimenti degli oncologi.
  • Gachon University Gil Medical Center di Incheon, Corea del Sud: Watson for Oncology ha ottenuto un tasso di concordanza del 73% per i casi di cancro al colon ad alto rischio comparati con quanto evidenziato dal gruppo di studio.
  • Infine, in uno studio qualitativo, un gruppo di oncologi messicani ha constatato che Watson for Oncology aiuta a individuare potenziali opzioni di trattamento per i pazienti, in particolare nelle cliniche che non dispongono di competenze specialistiche per la formazione di studenti e specializzandi in medicina.

“Queste indagini – dichiara Andrew Norden, MD, MPH, MBA, Vice direttore sanitario per oncologia e genomica Ibm Watson Health – rispondono alle attese riposte su Watson: ottenere un aiuto per incrementare l’esperienza e conoscenza dei medici con l’obiettivo di fornire cure basate sui fatti. Poiché l’adozione della tecnologia si sta espandendo a livello mondiale, stiamo costruendo un corpus di conoscenza su un crescente numero d’informazioni e di evidenze le quali mostrano tutto il suo valore nella cura del cancro”.
Nell’addestramento di Watson for Oncology al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, Watson è stato istruito e testato per aiutare nei casi di cancro al seno, al polmone, al colon-retto, alla cervice, ovarico e gastrico. A tutto questi si è aggiunto il rilascio della tecnologia per sostenere anche la cura multidisciplinare dei pazienti affetti da tumore alla prostata.
“Unendo la potenza di calcolo di Watson alle conoscenze disponibili – afferma Mark G. Kris, MD, the William and Joy Ruane Chair in Thoracic Oncology at Memorial Sloan Kettering – i medici di MSK hanno raccolto decenni di esperienza nel trattamento dei tumori e questo aiuta gli specialisti a indagare le sfumature proprie delle malattie di ciascuno, a comprendere meglio le informazioni sui dati oncologici in continua crescita e a prendere decisioni relative ai trattamenti basate su evidenze”.

Sempre più evidenze per Watson

I dati su Watson presentati all’ASCO 2017 si basano su studi precedenti che hanno documentato l’evoluzione della tecnologia dimostrando che Watson può supportare le decisioni nei trattamenti e il progresso della ricerca. Ne ricordiamo alcuni:

  • 2016,al Manipal di Bangalore, è emersa una concordanza del 90% con le raccomandazioni degli specialisti del board multidisciplinare sui casi di cancro alla mammella.
  • Nello stesso anno, in Australia, il Victoria Canvas Comprehensive Center ne ha esaminato le capacità di elaborazione in linguaggio naturale (studio Asco).
  • Nel 2015 sono state esaminate le raccomandazioni diWatson for Oncology sui casi storici dei pazienti di MSK (Asco).
  • Nel 2014 si è dimostrato cheWatson for Oncology è riuscita a raggiungere una precisione del 100% relativamente ai dati sul training di MSK (Asco).
  • Uno studio del Baylor College of Medicine del 2014 dimostra che Watson for Drug Discovery ha aiutato a identificare 6 nuove proteine destinate alla ricerca del p53 in un paio di settimane.
  • Un’indagine del 2015, infine, ha evidenziato il contributo di Watson for Genomics nell’analisi dell’intero sequencing del genoma.

Nuove strutture adottano Watson per la cura in campo oncologico

Quest’anno nove organizzazioni si sono unite alle 48 che già fanno ricorso a Watson per l’oncologia. La lista delle nuove strutture includono l’Icon Group (Australia), il Grupo Angeles (Messico), il Mãe de Deus (Brasile), il Taipei Medical University (Taiwan), il Daegu Catholic University Medical Center e il Keimyung University Dongsan Medical Center (Corea del Sud) e lo Svet zdravia, sia in Slovacchia sia in Polonia. Ibm ha anche firmato una nuova partnership con RITES Solutions per portare Watson for Oncology negli ospedali in Bangladesh, Sri Lanka e Nepal.

Come funziona Watson for Oncology

Watson for Oncology, istruito da medici oncologi del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, è un sistema di cognitive computing che utilizza l’elaborazione del linguaggio naturale per processare i dati strutturati e non dei pazienti. Il sistema fornisce ai medici le opzioni di trattamento che derivano da linee guida stabilite, dalla letteratura medica e dall’esperienza di casi reali perché possano tenerle in considerazione nel prendere le loro decisioni. L’intelligenza artificiale sta raggiungendo la maturità in ambito sanitario poiché i fornitori di tecnologia, come Ibm, progrediscono nella diffusione di questa tecnologia – commenta Cynthia Burghard, direttore della ricerca Health Insights di IDC – L’applicazione dell’AI sarà un fattore di cambiamento importante nell’ambito dell’assistenza sanitaria e porterà l’industria più vicina al suo obiettivo: fornire cure basate sui fatti”.

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29 novembre 2016