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RFId a 5 stelle per gestire le scorte nell’hotel di lusso

Il “Mr. C Beverly Hills” di Los Angeles ha adottato un sistema basato su tag a radiofrequenza per il monitoraggio del ciclo di vita della biancheria, che vale 100mila dollari, riducendo del 90% il tasso di perdite

Un sistema basato su etichette RFId per ottimizzare la gestione della biancheria in hotel: è quanto implementato dall’hotel “Mr. C Hotel Beverly Hills” di Los Angeles, il primo di una futura catena di hotel di lusso, affiliato “Leading Hotels of the world”. La biancheria utilizzata dall’hotel di lusso viene infatti prodotta in Italia e poi spedita alla struttura, per un valore pari a circa 100.000 dollari.

La soluzione, sviluppata da Linen Technology Tracking, prevede l’apposizione di un tag RFId passivo UHF Gen 2 su ogni capo di biancheria della struttura, quali per esempio lenzuola, federe, asciugamani e tovaglie. Il tag, cucito direttamente in ogni capo, è stato progettato per resistere alle sollecitazioni tipiche di un processo di lavanderia industriale (alte temperature, acqua, pressione sviluppata durante la centrifuga).

Biancheria per hotel di lusso

Grazie all’apposizione di due reader all’interno del canale di scarico della lavanderia, la biancheria sporca viene segnata come “non disponibile” e ne viene registrato l’invio alla lavanderia esterna che si occupa del lavaggio. Allo stesso modo, al rientro dei capi puliti nei locali dell’hotel, questa viene letta da un terzo reader che ne registra lo stato come “disponibile”, aggiornando di conseguenza lo stato del magazzino interno.

Il sistema, attivo da Dicembre 2011, ha permesso, da un lato, di ridurre l’onerosità del processo e dall’altro, di ridurre di oltre il 90% il tasso di perdita e smarrimento dei capi stessi: prima della sua introduzione i capi venivano infatti conteggiati manualmente, con enorme dispendio di tempo e alte differenze inventariali tra quanto rilevato presso l’hotel e quanto dichiarato dalla lavanderia. Grazie all’introduzione del nuovo sistema il tasso di perdite lungo il processo è invece sceso dal 20-30% al 3%, ripagando l’investimento in meno di due anni.

La direzione dell’hotel sta inoltre valutando l’opportunità di aggiungere la misura di nuovi parametri, quali ad esempio il numero di lavaggi per capo, così da poter identificare facilmente eventuale biancheria da sostituire poiché eccessivamente usurata, o, più genericamente, ulteriori analisi che possano supportare l’ottimizzazione della gestione inventariale dei pezzi. Ogni hotel ha infatti mediamente almeno tre set di biancheria per ogni tavolo/stanza: uno in uso, uno in magazzino e uno in lavanderia. La maggior accuratezza inventariale, unita alla tracciabilità dell’intero processo, permetterebbe di ridurre il numero di capi puliti stoccati senza inficiare la qualità del servizio offerto.

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16 maggio 2016
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