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GETinTouch: Mauden trasforma il digital signage con il cognitive di IBM Watson

Si chiama GETinTouch ed è la nuova declinazione del digital signage, che unisce IoT e cognitive computing. L'ha sviluppata Mauden, IBM Platinum Partner, nel segno di Watson

Si chiama cognitive computing, o intelligenza aumentata, se si preferisce, l’ultima frontiera del digital signage.
L’ha presentata Mauden, system integrator attivo da trent’anni sulla scena nazionale e Platinum Partner di IBM, che ha sviluppato, GETinTouch, soluzione pensata per portare nei punti di vendita un nuovo concept di schermo digitale interattivo.

GETinTouch porta infatti a un nuovo livello il concetto di multicanalità, puntando a una integrazione intelligente e nativa con il mobile, con i social, con i chatbot.

Lo schermo non è dunque più uno strumento di advertising, ma si trasforma in un nodo IoT, in grado di acquisire e rilevare i dati provenienti dall’utente, elaborandoli in modalità cognitiva, così rendere personale e “naturale” tutto il flusso di interazione con il cliente, grazie anche all’utilizzo di interfacce conversazionali.

La piattaforma GET di Mauden

GETinTouch è basato su GET, sistema integrato sviluppato da Mauden, in grado di raccogliere e analizzare i dati di diversa natura, interpretandoli e traducendoli in azioni e reazioni di tipo predittivo.
Di fatto GET integra in tempo reale la raccolta e l’interpretazione dei dati e la definizione nonché la gestione delle azioni successive.

GETinTOuch è una delle declinazioni di cui è stata vestita GET: Mauden ha infatti sviluppato soluzioni GET per le portare l’intelligenza aumentata all’interno dei datacenter, per i servizi di monitoraggio e per gli help desk, “Di fatto un collega in più cui chiedere informazioni in linguaggio naturale, sicuri di avere risposte sempre aggiornate in tempo reale”, spiegano in Mauden.

Come funziona GETinTouch con l’intelligenza aumentata di Watson

GETinTouch, che è stata presentata in anteprima a Milano in occasione di Watson Summit nel corso della primavera, di fatto richiede all’utente un accesso, via QR Code oppure tramite interazione con i social media direttamente dallo smartphone e, analizzando i dati che il cliente liberamente condivide, adatta i contenuti, così che siano particolarmente efficaci dal punto di vista marketing.
La soluzione è stata sviluppata in collaborazione con Practix, una startup trentina di cui Mauden detiene una partecipazione, che sviluppa soluzioni interattive multitouch e ha richiesto lo sviluppo di una nuova metodologia di interfacciamento delle API, così da poter interagire immediatamente con tutti i servizi e con tutti gli strumenti che espongono API su qualunque piattaforma digitale.
Il cuore è naturalmente Watson, con le sue capacità cognitive, che consente di tradurre tutti questi dati, inclusi la sentiment analysis o il riconoscimento facciale, e potenzia la capacità degli schermi mettendoli nella condizione di erogare contenuti personalizzati per ciascun cliente.
La piattaforma sottostante è naturalmente il cloud, sia ibrido, sia pubblico.
Per i dati, a loro volta, è necessario uno storage robusto: non a caso nello sviluppo della sua proposition Mauden sceglie soluzioni come IBM Storwize.

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29 novembre 2016