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Dal 5G all'Internet of Things, un bilancio del Mobile World Congress 2016

Una sintesi dei trend principali emersi all'evento di Barcellona: la sensazione per chi c'era è di uno scenario di mercato in rapida evoluzione, e di un settore intero che si sta preparando a cambiamenti dirompenti

Internet of Things, Cloud, evoluzione delle reti mobili verso il 5G. E tanta realtà virtuale, che si può ormai considerare una nuova piattaforma di mercato IT. Sono queste le direttrici che hanno caratterizzato il Mobile World Congress 2016, che ha riunito 2200 espositori e circa 100 mila visitatori.

La sensazione, maturata in questi giorni tra gli stand, è che la fiera sia specchio di un quadro in divenire. L’industria si sta preparando a una grossa rivoluzione basata sull’Internet of Things e sulle sue applicazioni, sostenuta da tutti i big del mercato, ma standard e tecnologie sono ancora immature, e saranno pronte per la diffusione di massa solo tra 2-3 anni. Insomma, sta montando qualcosa di potenzialmente dirompente rispetto agli attuali equilibri, ma richiederà alcuni anni ancora. Il giudizio vale in particolare per le reti 5G (che debutteranno nel 2019-2020) e la realtà virtuale, già disponibile ma che ancora non ha evidenziato modelli di business inequivocabilmente redditizi.

Vendor di reti come Ericsson, ZTE e Nokia (che sta acquisendo Alcatel-Lucent) e di chip come Qualcomm hanno mostrato quindi alcuni progressi verso il 5G, con prototipi di tecnologie (gateway, base station, architetture di rete) che ne mostrano il potenziale. Interessante in particolare il concetto di 5G come rete flessibile e modulare, che l’operatore può gestire con grande libertà (operando su un pannello web), assegnando in modo dinamico le risorse a diverse istanze, e definendo anche diversi livelli di rete per le diverse funzioni: smartphone, internet of things, auto connesse, e così via (è il concetto di “network slicing”).

 

Il 5G farebbe quindi da abilitatore definitivo a tante rivoluzioni che stanno già prendendo forma. Il collegamento tra il 5G e gli oggetti connessi era esplicito nello stand di Ericsson, dove si è visto un prototipo di auto che si guida da sola e un progetto di “Cloud Robotics” di Ericsson Italia con l’Università di Pisa, con gestione in Cloud dell’intelligenza di robot per la logistica di magazzino.

 

Secondo Ericsson ci saranno 150 milioni di utenti 5G nel 2020, e già nel 2017 debutteranno le prime reti 5G-ready.

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29 novembre 2016