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Mobile App, con il successo crescono anche le imitazioni fraudolente

Per i brand lo smartphone è ormai un canale straordinario per interagire e fidelizzare i clienti, nonché per convincerli a comprare. Per questo le app diventano un mercato interessante anche per i truffatori e i contraffattori. Ecco alcuni consigli per prevenire violazioni, imitazioni e abusi delle app e per proteggere il proprio marchio

L’era delle Mobile App è iniziata da meno di 10 anni (sembra incredibile, ma l’iPhone è stato lanciato nel 2007), ma il loro successo è stato tale che ora è difficile immaginare una vita senza. L’efficacia e la facilità d’utilizzo le hanno rese un successo, sia per le imprese che per i consumatori, e la loro popolarità ha continuato a salire. Si è calcolato che nel 2015 gli utenti di telefonia mobile hanno passato il 90% del proprio tempo utilizzando le app del proprio dispositivo, contro il 10% che ha navigato su internet attraverso un mobile browser. 

Da una parte i consumatori utilizzano le app per acquistare, giocare, leggere e condividere contenuti sui social network. Dall’altro le aziende le stanno sempre più considerando utili strumenti per interagire e coinvolgere i propri clienti. La mobile app di un brand, se ben progettata, può essere un mezzo davvero efficace per costruire e mantenere la fidelizzazione dei clienti, così come può migliorare la visibilità del brand e la riconoscibilità, a partire dallo stesso fatto di “piazzare” il brand sullo schermo dello smartphone: una volta che un utente ha scaricato l’applicazione, la noterà ogni volta che utilizza il telefono.  

Tuttavia, dato che anche per non addetti ai lavori ora creare delle Mobile App è abbastanza semplice, si sta registrando un numero crescente di imitazioni fraudolente di app apparse nei vari “app store”: si tratta di soluzioni a volte anche molto accurate nella loro imitazione dell’originale, ma in realtà gestite da criminali che cercano di ingannare gli utenti rubando i loro dati o spingendoli ad acquistare prodotti contraffatti.

Senza andare molto lontano, un esempio di abuso di app online risale al 2014. L’applicazione Flappy Bird era divenuta un fenomeno nel mondo del gaming mobile, con oltre 50 milioni di download. Quando lo sviluppatore ha rimosso l’app originale da tutti gli store, rimasero disponibili centinaia di “app clone” scaricabili, molte delle quali si sono rivelate pericolose per gli utenti o hanno utilizzato indebitamente copyright e marchio. Di 300 app clone testate, l’80% conteneva malware.

Visto quindi che le App rappresentano un ottimo strumento di marketing per un brand ma che sono esposte a imitazioni fraudolente, le aziende hanno bisogno di visibilità nello spazio mobile globale per mantenere il controllo sulla proprietà intellettuale e per loro esistono varie modalità per proteggersi, come spiega Jerome Sicard, Regional Manager per il Sud Europa di MarkMonitor, società specializzata in consulenza per la protezione dei marchi.

Tre tipi di truffe sulle app

La stragrande maggioranza degli abusi di app, spiega Sicard, rientra in tre diverse categorie, che devono essere sempre monitorate. La prima categoria è la violazione del marchio, per esempio i creatori di false app impersonano brand originali oppure app non autorizzate creano una falsa associazione con il brand. La seconda categoria riguarda la violazione del copyright, per cui app “copione” utilizzano impropriamente immagini e loghi. La terza infine riguarda chi assume false sembianze online per ragioni fraudolente, per esempio rubando dati personali per utilizzarli in futuri acquisti, o rubando addirittura l’identità.

La violazione delle app può danneggiare la reputazione di un brand e avere rapidamente un impatto sui risultati finanziari, creando confusione per i consumatori e sottraendo profitti ai legittimi proprietari di brand. È quindi indispensabile per le aziende studiare tutte queste forme di truffa per prevenire nel modo più efficace le violazioni.
 

Il canale mobile potrebbe essere solo una parte del problema

L’abuso di un’app mobile è anche una forma di violazione del marchio, e violazioni di questo tipo possono avvenire attraverso più canali. È quindi essenziale che ogni volta che si verificano abusi delle app, i brand monitorino i canali social, i marketplace online e qualsiasi altro luogo virtuale in cui sia presente il brand per verificare quando sia diffusa la violazione.

Se incidenti simili si verificano su altri canali, sottolinea Markmonitor, è necessario determinare se la violazione ha la stessa origine. Sta quindi al brand rilevare gli episodi e dare loro priorità in ordine di gravità per ridurre i danni causati al marchio.
 

Monitorare gli app store: anche quelli locali

Nel mondo digitale di oggi non è sufficiente per i brand globali esaminare semplicemente i più popolari app store: è necessario vigilare sui diversi store disponibili a livello locale in tutto il mondo. Ciò comprende in particolar modo i mercati dove gli app store sono emergenti e quindi meno sicuri.

I livelli di sicurezza e di qualità del processo di approvazione possono assumere diverse forme da uno store all’altro, e così l’onere ricade, in ultima analisi, sul marchio che dovrà assicurarsi che gli eventuali casi di violazione vengano trattati il prima possibile.

L’uso di smartphone e la popolarità delle app continua a crescere così rapidamente che è difficile per le aziende mantenere la propria proprietà intellettuale al sicuro anche nel mondo virtuale. Tuttavia, conoscendo le varie forme di abusi sulle app mobile e i diversi modi in cui possono avere un impatto sul business a lungo termine, diventa molto più semplice riscontrare la violazione del marchio e agire di conseguenza.

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