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La classifica delle smart city

In Europa, al vertice si trovano Copenhagen e Stoccolma. Nel Nord America primeggiano Boston e San Francisco. La graduatoria è stata stilata in base a 6 componenti chiave. Nessuna città italiana nei primi 10 posti

Tutte le più importanti città italiane aspirano a diventare una smart city. Ma il cammino appare ancora lungo se stiamo alla classifica realizzata da Body Cohen, climate strategist che di lavoro aiuta le comunità a costruire luoghi ecosostenibili.

Smart city wheel

Cohen, che ha scritto anche un libro “Climate Capitalism” dove spiega come trarre profitto da un mondo con un minor impatto , ha consultato i report in circolazione sulle smart city e messo a punto una “Smart city wheel” che contiene sei componenti chiave che devono essere presenti in una città intelligente (smart people, economy, mobility, environment, governance, living) e tre key driver per ogni componente.

Grazie a questo tipo di analisi ha realizzato nel 2011 una classifica che vedeva in testa Vienna, seguita da Toronto, Parigi, New York, Londra e Tokio.

La classifica europea: in testa Copenhagen e Stoccolma

Ma il mondo delle smart city è in fermento e Cohen ha voluto diversificare la sua analisi stilando una graduatoria delle prime 10 smart city europee e delle prime 10 del Nord America.

Così Vienna è stata sostituita da Copenhagen, famosa per le biciclette (circa il 40% degli abitanti usano le due ruote), che punta anche a eliminare l’utilizzo del carbone entro il 2025 e vanta ottimi punteggi per quanto riguarda il ranking del capitale umano.

Al secondo posto Stoccolma, che il carbone vuole toglierlo di torno entro il 2050. La capitale svedese raccoglie ottimi punteggi per quanto riguarda la smart economy con l’innovazione che arriva dalle start up che possono approfittare di una città molto cablata.

Si rimane nel Nord Europa con Amsterdam, sicuramente il leader europeo e forse mondiale per quanto riguarda il rispetto dei veicoli non a motore. Oltre il 70% della mobilità nella città olandese è a piedi o in bicicletta.

Vienna scende al quarto posto anche se guadagna eccellenti posizioni per quanto riguarda mobility, governance and living. In particolare Cohen sottolinea l’impegno sul fronte degli open data con 168 data set a disposizione degli utenti.

Quinto posto per Parigi che se la cava bene alla voce economy con le start up, ma può fare meglio sul fronte della mobilità anche se ha lanciato la più importante iniziativa a livello mondiale di bike sharing e ha introdotto anche il car sharing con auto elettriche.

La classifica americana: al vertice Boston e San Francisco

Passando l’Atlantico la prima posizione se la guadagna Boston che vanta un’importante ecosistema che favorisce l’imprenditoria con la presenza di un Innovation district e oltre una settantina fra università e college con oltre 1,5 miliardi di dollari spesi in R&D. E di conseguenza una popolazione che Cohen definisce “smartest residents in the world”.

San Francisco ottiene la seconda posizione per la qualità della vita, l’attenzione all’ambiente e la comunità di imprenditori, mentre Seattle si fa largo grazie soprattutto alla prima posizione dell’E-governance. La città è stata un pioniere da questo punto di vista con una strategia messa a punto nel 2004 che prevede l’utilizzo delle tag Rfid per tracciare i rifiuti e le comunicazioni via Twitter per i veicoli rubati.

Vancouver è subito dietro San Francisco nella classifica delle città green tanto che punta a diventare la città più verde del mondo entro il 2020.

Infine, è la volta di New York che risulta essere al primo posto in qualsiasi indagine per quanto riguarda la mobilità. Ottima la posizione anche per gli open data con 1.306 data set, un numero che le regala una posizione di leadership negli Stati Uniti e in Europa e le permette di svolgere attività per coinvolgere la comunità degli sviluppatori. Città italiana non pervenute.

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