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Gartner: un piano IoT per il 43% delle imprese

L’adozione di progetti internet of Things cambia in modo significativo in funzione delle industry con il manufacturing, le utility e il settore “oil & gas” che guidano l’adozione a livello mondiale. Le sfide principali per le imprese che scelgono Internet delle cose sono cybersecurity, integrazione e gestione del business
Illustrazione fornita da Shutterstock www.shutterstock.com

Illustrazione fornita da Shutterstock

L’IoT è sempre più una priorità per le imprese a livello mondiale, la maggior parte delle imprese e delle organizzazioni ha avviato progetti basati sull’Internet delle cose e chi ancora non lo ha in corso si prepara ad avviarlo o a prenderlo in considerazione nei prossimi mesi 2016. Al di là dei numeri di vendita, degli apparati installati, degli endpoint e delle piattaforme Gartner ha tastato il polso a 465 IT e business professional in 18 diversi settori e in varie aree del mondo per mettere a fuoco la situazione dei progetti, degli obiettivi, delle criticità e delle aspettative che accompagna l’adozione o la valutazione dell’IoT presso le aziende.

La ricerca ci consegna prima di tutto la fotografia di un “mondo industriale” che sta “sposando” senza indugi l’Internet delle cose. Quasi un terzo delle organizzazioni hanno già in corso progetti Internet of Things, un altro 14% sta pianificando la implementazione di progetti su queste tecnologie nei prossimi 12 mesi e le aziende che non l’hanno ancora programmato nell’anno in corso lo stanno valutando tanto che Gartner rileva un ulteriore gruppo di aziende, pari al 21 del campione che farà partire progetti IoT dopo il 2016.

Nel complesso da questa ricerca emerge che il numero delle imprese che stanno adottando o pianificando progetti IoT cresce del 50% nel corso del 2016 raggiungendo il 43% delle organizzazioni coinvolte. Dalla fotografia complessiva dei dati aggregati si rileva poi che solo il 38% delle imprese non ha ancora un piano preciso dell’IoT e meno del 10% dichiara esplicitamente di non avere un interesse nello sviluppo dell’Internet delle cose.

 

Gartner internet of things

L’IoT piace dunque ma dipende anche molto dai settori in cui operano le imprese. L’Internet delle cose non produce lo stesso “effetto” in tutti i comparti. Il mondo manufacturing, le utility, il comparto “Oil & Gas”, per certi aspetti l’industria “produttiva” e l’industria “pesante” stanno adottando con convinzione soluzioni di automazione e di sicurezza basate su Internet of Things o con grosse componenti IoT, mentre le società di servizi in questa fase sono meno coinvolte. Gartner stima che il 56% delle imprese che operano nei settori della produzione o “asset-intensive” avranno un progetto IoT entro il 2016 e mentre solo un terzo delle imprese, vale a dire il 36%, nel mondo dei servizi procederà con progetti basati Internet of Things.

Ma chi ha attivato progetti Internet delle cose su cosa si è concentrato? In questa fase l’IoT è utilizzato soprattutto per aumentare l’efficienza delle organizzazioni, per ridurre i costi e per sfruttare al meglio gli asset presenti in azienda. Il 52% dei casi rientra in questa categoria di motivazioni. Meno rilevante ma comunque significativo (40%) il peso delle realtà che hanno adottato soluzioni IoT allo scopo di offrire nuovi servizi ai clienti o con l’obiettivo diretto di aumentare il fatturato.

Un altro tema sul quale ci si interroga nell’ambito IoT riguarda le criticità e le linee guida dei progetti IoT. Secondo la ricerca di Gartner le principali sfide riguardano l’integrazione, la cybersecurity, l’organizzazione e la gestione del business, ma il livello più significativo riguarda in realtà la gestione dei workflow e dei processi che nell’ambito IoT è significativamente diverso rispetto ad altri ambiti progettuali.

 

Il tema dello sviluppo del business

Chet Geschickter, research director di Gartner osserva che se da una parte c’è una universale accettazione e interesse verso l’IoT dall’altra ci sono ancora ostacoli legati alla gestione dello sviluppo del business. Molte organizzazioni devono ancora rappresentare compiutamente i vantaggi raggiungibili con i progetti IoT e in diversi casi non hanno ancora sviluppato idee su come applicare l’IoT al concreto sviluppo del business. Un altro tipo di problematiche riguarda il tema dell’organizzazione e del “team” IoT, molte organizzazioni lamentano ancora una mancanza di expertise specifico su tutti i processi legati alle progettualità che pone l’adozione dell’Internet delle cose.

Jim Tully, vice president and distinguished analyst at Gartner, sottolinea a sua volta che ci si sta avvicinando a una fase di evoluzione del mercato in cui si inizia a focalizzare l’attenzione sulle soluzioni IoT che possono rappresentare un nuovo strumento commerciale nei confronti dei clienti. Dalla ricerca dell’efficienza e dell’ottimizzazione delle risorse e della riduzione dei costi all’efficacia di una progettualità che consente di concepire nuovi servizi e nuove linee di business associate alla adozione dell’internet delle cose. La ricerca rivela anche che le imprese mostrano sempre più attenzione ai temi della customer experience con una crescita che sul campione oggetto della ricerca ha visto un salto dal 18 al 34%. Un altro indicatore importante riguarda una crescita nel focus sugli effetti dell’impatto dell’IoT sui consumatori finali e si può ipotizzare seriamente che i programmi e i processi legati all’IoT esprimeranno la loro potenzialità di “new business” a partire dal 2016.

Anche per queste ragioni il 2016 rappresenterà un anno strategico a livello di adozione IoT e si inizia monitorare un crescente numero di casi in tanti settori. «Ma la vera sfida – osserva Geschickter è adesso quella di dimostrare il ROI dell’IoT e il concreto ritorno degli importanti investimenti che tante aziende hanno messo sul campo».

 

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