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Direttore Responsabile: Mauro Bellini

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Direttore responsabile: Mauro Bellini

.Industry 4.0

L’Industrial IoT e la Business Analytics di Wi-Next sostengono il viaggio del settore manifatturiera verso l’Industria 4.0

Con un focus preciso su tutte le aziende del Fast Moving Consumer Goods e grazie a partnership con nomi come Cisco e IBM, Wi-Next permette di attuare l'Industry 4.0 in tutte le imprese di questo tipo con la possibilità di misurare investimenti e sviluppare nuovi servizi.

L’Industria 4.0 è per tutti, nessuno escluso. Anche per quelle aziende manifatturiere con un parco macchine non proprio recente, magari con un piano di ammortamenti avviato che per alcuni anni sconsiglia qualsiasi intervento. L’Industry 4.0 deve essere alla portata anche di queste realtà, che possono affrontare la digitalizzazione della produzione e possono portare l’IoT e soprattutto la business analytics associata all’IoT e all’Industrial IoT nel mondo della manifattura anche su quelle linee nate quando l’IoT era ben lontana da rappresentare quello straordinario abilitatore dell’integrazione digitale e di nuovi servizi per le imprese che è oggi.

La vera domanda per tutte quelle imprese che non sono nella situazione di rinnovare il proprio “parco macchine” è come cogliere le opportunità dell’Industria 4.0, senza modificare la propria road map di aggiornamento.

E’ esattamente su questo tipo di esigenza, ampiamente diffusa nel tessuto delle piccole e medie imprese del nostro Paese, e nello specifico per le imprese che operano nel Fast Moving Consumer Goods FMCG, che si colloca l’offerta innovativa e lo stesso modello di business di Wi-Next.

«Il mondo dei Fast Moving Consumer Goods – spiega Nicola De Carne, founder e VP of Marketing Wi-Next – è un mercato con una altissima competizione e nello stesso tempo con margini bassissimi. Gli operatori sono abituati ad applicare metodologie di analisi che consentono di ottenere livelli di miglioramento nell’efficienza solo apparentemente minimi. Recuperare anche solo un punto percentuale quando si producono milioni di pezzi al giorno significa proiettare benefici molto significativi». Molto spesso queste stesse realtà hanno ancora bisogno di “ottimizzare l’automazione”. C’è dunque bisogno di digitalizzare il retrofit per consentirne la connessione verso piattaforme di elaborazione dei dati per l’applicazione di advanced analytics che contribuiscano ad esempio al miglioramento dei margini e all’abbattimento degli sprechi.

L’Industrial IoT al servizio dei Fast Moving Consumer Good

Wi-Next indirizza chiaramente il manifatturiero impegnato nella produzione di beni di largo consumo, i Fast Moving Consumer Good, non solo nel segmento food. E lo fa con una soluzione completa, che integra hardware e software per la connessione delle macchine industriali e dei sensori alla rete, la raccolta e l’analisi dei dati di produzione.

Concretamente, la società propone oggi Wi-Next A4, una soluzione che oltre a garantire connessione digitale di livello Enterprise alle macchine industriali, consente di effettuare analisi predittive dei processi produttivi, restituendo suggerimenti su azioni da intraprendere per evitare con largo anticipo problemi di affidabilità della macchine e di qualità sui prodotti. Il tutto tramite una dashboard di controllo e gestione di semplice interpretazione e raggiungibile con qualsiasi device.
La strategia di go to market di Wi-Next nasce dalla consapevolezza della necessità di instaurare rapporti di eco-sistema con incumbent del settore in grado di valorizzare il carattere innovativo di una startup e accelerarne il successo attraverso l’integrazione con proprie tecnologie e una maggiore visibilità sul mercato.

Ecco che per la parte di analytics Wi-Next utilizza IBM Watson PMQ, vale a dire la proposta di IBM dedicata alla manutenzione predittiva e al controllo qualità, come piattaforma di base per la gestione dei dati, su cui Wi-NEXT ha sviluppato degli algoritmi e dei modelli di dati specifici per le reali esigenze del mercato dei Fast Moving Consumer Goods.

Fabbrica digitale: con Cisco si lavora sulla Connected Factory

Nel percorso di costruzione della Fabbrica Digitale si colloca invece la partnership di Wi-Next con Cisco per lo sviluppo di soluzioni complete destinate alla costruzione  della “Connected Factory”.

«Insieme a Cisco accompagniamo il cliente nel percorso verso la digitalizzazione della fabbrica con una soluzione completa che consente la connessione sicura delle macchine industriali e dei sensori, la trasmissione dei dati raccolti attraverso infrastruttura Cisco e l’elaborazione degli stessi con l’applicazione di advanced analytics».

Si parte solitamente da un progetto pilota, per passare alla delivery e infine alla produzione. «Non si parte mai da progetti chiavi in mano – precisa -, non esistono nell’Industrial IoT, né è possibile che ci siano. Bisogna conoscere i processi, le macchine: è impensabile che l’utilizzatore adegui le macchine alla tecnologia digitale : il percorso deve essere contrario».

Sempre con Cisco e sempre nell’orizzonte della Fabbrica Digitale Wi-Next sta anche introducendo il tema della “collaboration” nell’ambiente di produzione.  Infatti grazie all’integrazione tra la piattaforma Wi-NEXT A4 con Cisco Cloud Collaboration è possibile suggerire in tempo reale, ad esempio al plant manager e all’Operations Manager, vere e proprie azioni leggibili su qualsiasi device attraverso messaggi di testo e voce, passando dunque da un approccio informativo al dato a un approccio proattivo e finalizzato alla soluzione: convertire il dato in azione e renderlo raggiungibile in qualsiasi momento e nel modo più semplice possibile.

Servizi di Analytics per l’Industria 4.0 anche in modalità Pay per Use

In questa applicazione di Industrial IoT, Wi-Next ha scelto di erogare i servizi di analytics in forma di Pay per Use: “«Il mercato dei Fast Moving Consumer Goods è molto cauto nei suoi investimenti, anche se è sensibile a chi propone sistemi di ottimizzazione della produzione. Era chiaro che non sarebbero stati disposti ad autorizzare investimenti per acquisire le licenze di soluzioni di cui non sarebbe stata immediatamente chiara la destinazione».

Il Pay per Use consente di fare dei “progetti pilota” partendo anche solo da una porzione dell’impianto su cui misurare gli effetti della prima applicazione pagando solo per gli effettivi sensori utilizzati per estrarre i dati e, in caso di successo, espandere poi l’installazione su tutto l’impianto o su più impianti.

Wi-Next ha numerosi progetti pilota in corso, con operatori leader mondiali nel FMCG, tutti pensati per far capire l’applicabilità delle tecnologie di Industrial IoT, simulando valori e benefici.

«È un percorso che ha impatti importanti anche sui lavoratori delle aziende coinvolte: ecco la necessità di progetti pilota, focalizzati sulle linee di produzione, ma propedeutici per disegnare un approccio più olistico all’Industria 4.0». Si può partire con un set ridotto di data point e gradualmente aumentarli, scegliendo la modalità di installazione “in locale” degli analytics o in cloud.

Una soluzione per l’Industria 4.0 che unisce il Made in Italy con una vocazione internazionale

Ma facciamo un passo indietro per ripercorrere i passaggi che hanno segnato il percorso di innovazione di Wi-Next e che permettono nello stesso tempo di capire i percorsi di digitalizzazione delle imprese italiane nello specifico del Fast Moving Consumer Goods. E la carta d’identità di Wi-Next è molto chiara e precisa esattamente come obiettivi e come i punti focali della strategia. La società è nata a Paolo Alto, in piena Silicon Valley, ma con un’anima italiana che si portava dietro una profonda conoscenza del mondo manifatturiero nel Paese che rappresenta il secondo mercato in Europa dopo la Germania.
Strategie marketing e commerciali tipicamente americane, R&D in India e team in Italia per conciare lo sviluppo del mercato in Europa, un modello organizzativo che richiama quello delle imprese del digitale più esposte ai temi dell’innovazione. E non a caso  sono proprio nella ricerca e sviluppo, nella chiarezza degli obiettivi di mercato, nella scelta delle partnership gli ingredienti che stanno alla base della visione  dell’Industrial IoT di Wi-Next.

«I nostri prodotti hardware sono disegnati in India e realizzati in Italia – ricorda De Carne – , per l’eccellenza manifatturiera del nostro Paese e perché sono destinati in questa prima fase al nostro mercato, a dimostrazione che siamo e operiamo in una delle realtà manifatturiere più importanti al mondo. Mantenere la produzione in Italia è per noi molto importante, perché ci consente un maggiore controllo sulla produzione, oltre alla possibilità di mantenere un buon rapporto qualità-prezzo».
«In un mercato liquido come quello dell’Internet delle Cose, abbiamo scelto di focalizzarci sull’Industrial IoT e in particolare sul mercato manifatturiero». E lo scorso anno è stato dedicato a disegnare la società come è oggi e a definire non solo il posizionamento sul mercato, ma anche la corretta offerta tecnologica e commerciale e le partnership indispensabili per sostenerne la crescita.

Perché Wi-Next ha scelto l’Industrial IoT

Consapevole di aver scelto di muoversi in una nicchia di mercato, quella dell’Internet delle Cose Industriale, De Carne ne sottolinea nello stesso tempo la strategicità. «Là dove l’IoT è un elemento disruptive nel rapporto uomo-macchina, la stessa forza dirompente non può e non ci deve essere nell’Industrial IoT».
In un mondo che si muove a grandi passi verso la Fabbrica 4.0, l’Industrial IoT è il mezzo per dare strumenti digitali a chi ancora lavora con strumenti tradizionali, ma ha bisogno di migliorare le proprie performance. «Il nostro ruolo – conclude De Carne – è aiutare le aziende del manifatturiero e dei Fast Moving Consumer Goods nel loro percorso verso l’Industria 4.0 senza obbligarli a investimenti di cui attualmente diventerebbe difficile definirne i ritorni e quindi difficilmente giustificabili».

L’approccio che stiamo costruendo mette la tecnologia al fondo di un percorso in cui aiutiamo il nostro cliente a definire la strategia di digitalizzazione della fabbrica, partendo dai propri obiettivi di business, fino alla concreta applicazione delle tecnologie che renderanno più efficienti ed efficaci i loro processi. Creiamo, in buona sostanza, un nuovo modello di relazione tra l’impresa e i suoi fornitori indispensabile per affrontare la quarta rivoluzione industriale».

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29 novembre 2016