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.Industry 4.0

Industry 4.0, il ruolo della consulenza

“Dal cloud all’intelligenza artificiale, così aiutiamo le aziende a diventare più efficienti”

Carlo Maria Capè, AD Bip e Presidente Assoconsult

Big data, intelligenza artificiale, IoT e realtà virtuale. Sono alcuni dei termini chiave della quarta rivoluzione industriale, che sta cambiando radicalmente i modelli di business di tutti i settori, senza esclusioni. Sono proprio questi i fenomeni che le aziende devono monitorare per individuare il modo di sfruttarli al meglio. Il ruolo dei consulenti di management, in questa fase delicata, è di aiutare imprenditori e manager a rivoluzionare il proprio approccio di business, per sfruttare i vantaggi derivanti dalla cosiddetta Industry 4.0.

 

Per esempio BipBusiness Integration Partners, prima multinazionale italiana di management consulting, sta lavorando con sempre più aziende per migliorare la produzione e la manutenzione degli impianti facendo leva su Big Data, Internet of Things e machine learning sino all’intelligenza artificiale che fornisce ai computer l'abilità di apprendere senza essere stati esplicitamente programmati.

Uno dei settori dove Bip applica questo approccio con successo è quello energetico. Un’azienda può infatti avviare una strategia di manutenzione predittiva raccogliendo e monitorando i dati disponibili di una centrale termica o idrica, come temperature, tensioni, correnti e pressione. Questo le permette di intervenire con riparazioni o sostituzioni solo quando è opportuno, evitando di muoversi in anticipo, sprecando vita utile degli impianti o dei componenti, oppure in ritardo, quando magari il danno è già avvenuto.

Gestire un cambiamento radicale

Questo approccio necessita di un cambiamento radicale di mentalità, non solo nel management ma anche tra i tecnici, che devono prendere confidenza con strumenti operativi mobile in grado di sfruttare la mole di dati raccolta per rendere più efficiente ogni singolo intervento. Per esempio un “tecnico 4.0” può sfruttare la realtà aumentata per ottimizzare la manutenzione di un impianto, utilizzando un tablet per vedere all’interno di una macchina senza dover aprirla e verificare manualmente. Questo permette di individuare in anticipo eventuali difficoltà e pianificare quando intervenire e con quali strumenti.
Insieme al mobile, l’utilizzo di telecamere e di un’analisi delle riprese basata su intelligenza artificiale e machine learning, permette invece di migliorare la sicurezza sul lavoro, per esempio individuando un operaio che si trova in un’area a rischio oppure che non sta indossando il casco.

Un approccio disruptive

Questo approccio disruptive può essere utilizzato – tra le altre cose – per ottimizzare i percorsi, riorganizzando in modo efficiente gli interventi e l’organizzazione di uomini, mezzi e attrezzature. Una comunicazione tra un centro supportato da tecnologie 4.0 e un tecnico dotato di strumentazione mobile di nuova generazione, permette infatti di raccogliere e mettere a disposizione in tempo reale informazioni su dove si trovano le risorse dislocate in varie città, in che attività sono impegnate e quando invece sono libere e possono quindi essere impiegate per gestire un’emergenza, modificando quindi la pianificazione degli interventi in tempo reale sulla base delle necessità (real time scheduling).

 

Il concetto di Industria 4.0 va di pari passo con quello di social innovation. OpenKnowledge, società del Gruppo Bip leader in questo campo, è specializzata nella realizzazione di piattaforme di crowdsourcing costruite ex novo per stimolare, generare e selezionare idee innovative relative a un prodotto o servizio, aperte sia a dipendenti di un’impresa sia agli utenti finali che condividono le proprie esperienze. Piattaforme di questo tipo possono anche limitarsi ad un uso interno all’azienda, per esempio finalizzate a formare le risorse operanti in un’area come la forza vendita, spiegando le caratteristiche dei prodotti venduti in modo chiaro, uniforme e collaborativo.

 

Dalla social innovation all’intelligenza artificiale, la quarta rivoluzione industriale rappresenta quindi una grande sfida per le aziende, che devono muoversi velocemente per evitare di restare indietro. Chi non vuole innovare, però, dovrà trovare un’altra scusa. Non si può dire, infatti, che non abbiamo a disposizione tecnologie abbastanza evolute per restare al passo coi tempi.

 

*Carlo Maria Capè
Amministratore Delegato BIP

Carlo Maria Capè è relatore all'evento Industry 4.0 360Summit

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