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.Industry 4.0

Industria 4.0 senza confini con Cisco: i casi La Marzocco e Marcegaglia

Case History - Da una parte un nuovo concetto di artigianato per il produttore di macchine da caffè espresso, che grazie all'IoT può competere a livello mondiale senza complessi di inferiorità, dall'altra un processo di automazione logistica che genera efficienza e sicurezza fino a poco tempo fa impensabili nei magazzini del colosso dell'acciaio

evento-dallara-ciscoSi tende a chiamarla genericamente Industria 4.0. Ma in realtà sono infinite le sfumature che può assumere – grazie al digitale e alle soluzioni Internet of Things – il nuovo modo di concepire produzione, distribuzione e modelli di business in ciascun ambito del manifatturiero. Dall’automazione della logistica per la lavorazione dell’acciaio fino ai sensori che misurano la qualità dell’acqua nelle macchine da caffè professionali, lo smart manufacturing è a tutti gli effetti e prima di tutto la risultante di una cultura imprenditoriale improntata all’innovazione. La tecnologia? È senz’altro il mezzo con cui si possono conseguire determinati obiettivi, un abilitatore indispensabile per competere a livello globale. Ma è la consapevolezza dei traguardi che si vogliono raggiungere l’elemento distintivo di questo approccio. Ne sanno qualcosa il gruppo Marcegaglia e La Marzocco, due imprese estremamente diverse per dimensioni, fatturato e ambito d’azione ma accomunate dal percorso di trasformazione digitale che hanno intrapreso insieme a Cisco. Due case history che sono state raccontate in occasione dell’evento dedicato alla “La via italiana all’Industry 4.0”, organizzato da Cisco in collaborazione con Internet4things.it ed EconomyUp.it in qualità di media partner nella sede di Varano de’ Melegari (PR) di Dallara Automobili in una delle aree più vitali della MotorValley italiana.

 

Efficienza e sicurezza, ecco il magazzino intelligente

 

Livio Bonatti, ‎Network Infrastructure Manager di Marcegaglia

Livio Bonatti, ‎Network Infrastructure Manager di Marcegaglia

Migliorare i parametri produttivi, potenziare il servizio offerto al cliente e aumentare la disponibilità di informazioni per tutti gli attori che lavorano in fabbrica, nell’headquarter o a contatto col front end. Sono questi gli obiettivi che si è data Marcegaglia, colosso della trafilazione dei tubi d’acciaio, quando ha deciso di implementare un programma di automazione dei magazzini di Casalmaggiore (CR) e Ravenna. Un investimento imponente, 250 milioni di euro in tutto, che ha trasformato il modo in cui viene gestita la logistica nei due impianti. “Con la Connected factory di Cisco abbiamo posto le basi per essere più competitivi sulle sfide dei prossimi anni”, ha spiegato Livio Bonatti, ‎Network Infrastructure Manager di Marcegaglia. “Il tema è quello dell’integrazione tra Operational Technologies e Information Technologies, che devono trovare una sintesi sul piano del digitale. E che all’atto pratico si traduce in una rete capace di orchestrare il movimento dei veicoli a guida automatica con quello dei carriponte, che ricevono i dati dai sistemi a terra e portano direttamente in magazzino il prodotto finito”.

Il risultato di questa case history è duplice: sul piano della sicurezza, gli stabilimenti oggi possono garantire performance impensabili fino a poco tempo fa, in quanto di fatto nessun operatore umano è più costretto a lavorare in ambienti dove vengono sollevati bancali da 30 quintali. Rispetto all’efficienza della catena logistica, funzionando in maniera completamente autonoma, le macchine lavorano anche la notte e razionalizzano i carichi per il giorno successivo. “I camion quindi rimangono meno tempo in stabilimento. In questo modo le operazioni costano meno a noi, ma anche all’autotrasportatore”, ha detto Bonatti. “Senza contare che la nuova organizzazione del lavoro ci ha permesso di spostare i collaboratori dalle operazioni routinarie ad attività a maggior valore aggiunto”.

Il TCO (Total Cost of Ownership) per un’infrastruttura così complessa non è elevato, ha garantito il manager, grazie ai processi di standardizzazione propedeutici all’installazione della piattaforma. “La fortuna è che rispetto a questo piano siamo stati visti come punto di riferimento sia dal top management degli stabilimenti che dalla direzione generale. Tutti i progetti di innovazione ormai coinvolgono connettività, wireless e cablata, e passano sotto i nostri occhi. Siamo consapevoli della necessità di mettere a fattor comune software, competenze e oggetti fisici attraverso uno standard comune”.

La strada, ha concluso Bonatti, è quindi favorevole. Ma perché l’evoluzione dei sistemi logistici non conosca battute d’arresto bisogna offrire formazione continua alle risorse umane. “In questo senso dobbiamo fare ancora molto: utilizzare a pieno le nuove tecnologie richiede uno sforzo costante e il salto richiesto ai collaboratori, anche sul piano culturale, non è assolutamente trascurabile”.

Nasce l’artigianato 4.0 grazie ai prodotti connessi

Guido Bernardinelli, Managing Director de La Marzocco

Guido Bernardinelli, Managing Director de La Marzocco

Competere sul piano globale realizzando prodotti fatto a mano in acciaio chirurgico e mantenendo un approccio artigianale alla catena di montaggio. Sembra una sfida impossibile, eppure La Marzocco, storica azienda toscana specializzata nella produzione di macchine da caffè espresso professionali e per la casa, ha colto la necessità di rispondere all’espansione riformulando il business senza snaturare la propria mission. “La crescita è indispensabile per stare al passo coi tempi”, ha spiegato Guido Bernardinelli, Managing Director della società. “Abbiamo cominciato col migliorare l’efficienza nella produzione, studiando ogni ambito esplorabile a questo scopo e arrivando a costruirci macchinari ad hoc, visto che per noi ricerca e sviluppo sono asset fondamentali. Abbiamo anche dato vita a soluzioni elettroniche di nostra proprietà, finanziando una startup del MIT a Boston, che ci ha consegnato un software che ora equipaggia il nostro prodotto bestseller la LINEA PB. In una parola, siamo riusciti ad aumentare produttività e vendite rimanendo artigiani,  l’abbiamo fatto con idee e soluzioni nostre interne”.

Ora bisogna sistematizzare quanto appreso ed estendere le buone pratiche digitali lungo tutta la filiera, sfruttando l’analisi dei dati generati dai processi produttivi per creare un vero e proprio standard industriale sulla base di un prodotto fatto a mano, come un nuovo approccio al manifatturiero tra digitale e artigianale. “Con Cisco e condividendo Relayr (specializzata nelle connessioni IoT, ndr) vorremmo arrivare  al cuore di questa trasformazione”, ha precisato Bernardinelli. per creare efficienza attraverso l’automazione della catena di montaggio, liberando gli operai de La Marzocco, che sono veri chirurghi delle macchine da caffè, dalle incombenze più operative,  consentendo loro di concentrarsi sulla customizzazione dei singoli prodotti, sul loro sviluppo continuo e sul controllo qualità”.

Si tratta di una specifica declinazione del fenomeno Industry 4.0, una conferma della necessità e dell’opportunità di identificare una via italiana a questo fenomeno.

Grazie all’IoT e al Cloud si guarda al B2B2C

Ma l’utilizzo dei dati servirà anche a ridefinire la relazione con il mercato, non solo rispetto ai clienti diretti della società (ristoranti e coffee shop prevalentemente anglosassoni, che generano il 90% del fatturato dell’azienda), ma anche in chiave B2B2C, studiando il comportamento dei consumatori finali attraverso i feedback sui social e la loro geolocalizzazione.

“Il nostro settore ha una componente sociale molto forte”, ha aggiunto Bernardinelli. “ e il digitale ci aiuta a sapere dove sono situate le macchine, ad aumentarne la trasparenza e – non ultimo – a conoscere gli appassionati, con i quali possiamo approfondire il dialogo”.

In tutti i casi per le nostre macchine il  focus è quello sull’ottimizzazione della realizzazione e della manutenzione (che punta a essere una predictive maintenance o addirittura proattiva) dei prodotti in base al loro effettivo utilizzo. “Esiste un rapporto molto stretto tra utente e macchina da caffè”, prosegue Bernardinelli,  “ la finalità sarà di avere tutti i dati delle nostre macchine nel mondo raccolti in un’unica piattaforma. Lo sviluppo di una piattaforma digitale sicuramente aiuterà a capire in che modo alcuni parametri, come per esempio la qualità e la temperatura dell’acqua, influiscono sulle proprietà organolettiche della bevanda, oppure come cambiano i consumi energetici in funzione dell’utilizzo. Ma come detto siamo solo all’inizio: i dati sono tanti e per trarne informazioni davvero utili occorre ancora un lavoro di analisi e ricerca”.

Bernardinelli ha poi tenuto a sottolineare il ruolo e l’importanza della formazione, sia a livello delle singole imprese sia sotto il profilo della crescita del sistema paese. In questo senso si colloca l’impegno del Governo italiano con il Piano Industria 4.0 che ha tra i suoi punti di sviluppo proprio il tema della formazione all’Industria 4.0 e in questo senso si colloca l’impegno diretto di CISCO che con il programma Digitaliani  opera per favorire la diffusione di competenze e lo sviluppo di eccellenze sul territorio e per guidare e sostenere la Via Italiana all’Industria 4.0.

 

 

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29 novembre 2016